97. Crepe


Era quasi avvincente vedere come tutto, ormai, lasciasse intravedere gli eventi preannunciati; ma non avremmo potuto mai bearci con visioni drammatiche, con problemi per la cui soluzione bisognava invece pregare intensamente. Le posizioni erano ben delineate, anche se, ultimamente, nel fronte opposto si apriva qualche crepa, come se qualcuno cominciasse a dubitare delle “magnifiche sorti e progressive” sbandierate dalla nuova teologia. Sempre più, del resto, sarebbero apparsi segnali di conferma alle tre piste annunciate: la divisione nella Chiesa, il terrorismo di matrice religiosa e una guerra su scala mondiale. Personalmente, mi rendevo conto che la chiave più importante sarebbe stata abbandonarsi all’azione di Gesù, lasciando fare a Lui, rinunciando a guidare in modo autonomo le proprie iniziative. Facevamo esperienza di quanto questo atteggiamento producesse risultati migliori di qualunque altro. Si potrebbe definire “Provvidenza”: quella che don Mario aveva sempre vissuto, cercando di trasmetterne il segreto ai suoi amati discepoli. Il Signore conduceva la storia, anche e soprattutto in un tempo tormentato da contraddizioni, esposto, come non mai, alla minaccia dell’autodistruzione. Lasciarlo fare: era questo l’atto salvifico, quello che, per vie misteriose, sarebbe arrivato a dare frutto. Nel frattempo, ci era chiesto di avere pazienza, di pregare perché il Dio Pantokrator portasse a compimento la trama di salvezza concepita con fiducia e amore senza limiti.

4 pensieri su “97. Crepe

  1. …e tutto ciò che poteva sembrare fuori dal Tempo e dallo Spazio inizia a prendere forma, se ne intravedevano i contorni;
    dopo la ‘tenebra per l’umanità’ si profila da Oriente la “Lama di LUCE “dell’alba di una domenica mattina!
    Le lettere alle ‘sette chiese’ ,in apocalisse (Rivelazione)sono rivolte a tutta l’umanita’,e quegli scritti,di allora,sembrano appartenere alla attualità contemporanea.
    Anche oggi la chiesa si trova a confrontarsi con un ‘nicolaismo’dei tempi moderni che già a suo tempo provocava non poche discordia,finanche in epoca medioevale;
    Si insinuano tra “le maglie”della chiesa moderni “teologismi”che vanno alla ricerca di ‘nuove verità ‘ provocando in essa ulteriori fonti di preoccupazioni,come se non bastassero le attuali dovute alla ‘secolarizzazione’ di questa contemporanea esistenza.
    Ma il tempo di ‘liberta’ ,i cento anni della ‘bestia’ stanno in scadenza,lasciamoci quindi andare nelle mani del PANTOKRATOR ,nel proseguimento della SUA Opera di Creazione,vivendo il nostro quotidiano alla sequela di QUEL TALE che con la Sua predicazione,le Sue opere,e la SUA OFFERTA nel Sacrificio per liberare l’uomo dal peccato,ci indica la strada verso LA LUCE.
    In Matteo 24:1-25 scopriamo come,dove,quando e perché!!!
    Apriamo la porta del nostro cuore,e perché no,spalanchiamone anche le finestre per farci invadere da quella LUCE.

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  2. carissimo Fabrizio

    questo tuo titolo, Crepe, mi ravviva la memoria di una lirica scritta nel lontano 1978! era nel libro di poesie “I frutti dell’eclisse” titolo che pure con crepe ha parecchio in comune. Di questo libro il prof. Rosario Assunto mi scrisse che gli ricordava il primo e migliore Quasimodo. Te l’allego: VENEZIA Cercavo gli smeraldi e le lusinghe dell’acqua. Credevo alla favola protetta dei fondali il durare alle ondate di pietra sulle sponde. Ed eccomi arrivare. Come perpetuo incanto l’arca che affonda sventola un subbuglio di rinvenimenti e mi reimbarco. Quando la vela solleverà gli azzurri nuvolamenti rimorchieremo i nuovi corsi al flutto che srotola messaggi. Vagano cesti di memorie brulle e l’illusione tenue delle fondamenta. 1979

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  3. Abbandonarsi nelle mani di Gesù…difficile rinunciare ai propri piani, le proprie convinzioni, eppure questa è l’unica via per essere certi di fare la sua volontà, e non la nostra.
    In fondo la preghiera che Gesù ci ha lasciato, il Padre Nostro , è un invito a seguire questa strada, che poi è stata la sua, e una guida che ci indica come metterla in pratica.

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