Vivere

di Stefanie Golisch

Eisbären-Fotos aus der Sammlung des Franzosen Jean-Marie Donat, veröffentlicht 2015 in seinem Buch “TeddyBär” im Innocenes-Verlag, Paris http://www.innocences.net Aufnahmedatum 1920 bis 1960

Ora che sa di morire presto, tutto si collega. Di giorno in giorno, il quadro si fa più complesso, più caotico, più colorato. Non si riconoscono più i singoli pezzi – uomini, luoghi, abbozzi di storie – ma sotto la superficie appare un altro quadro. Ora che gli rimane poco tempo, il tempo è finalmente suo. Dice che solo da quando la vita lentamente se ne va, gli coglie un senso di immortalità.

Ho cominciato a vivere quando ho cominciato a morire, dice, e mi parla di suo zio che all’età di cento anni, ancora ogni giorno andava nel suo studio di avvocato. Settanta gradini. Cinque giorni alla settimana. Sempre in giacca e cravatta e con due gocce di acqua di Parma dietro i sempre più lunghi lobi delle orecchie. Mi chiedo tanto cose, dice, per esempio perché gli amori devono finire? Perché mia moglie ha smesso di amarmi così presto? Perché alla mia condanna a morte è rimasta così indifferente? Perché ha continuato a chiacchierare con la vicina di casa, donna grassa e sgraziata, sopravvissuta a tre mariti, tutti più giovani di lei, quando sono tornato dall’ospedale sconfitto? Lei ama i tulipani e allora sono uscito a comprare un mazzo di cinquanta tulipani bianchi. Poi sono andato in camera da letto a piangere da solo. Ho preso il suo rossetto e mi sono truccato da clown. Ho capito che devo morire, ma io voglio vivere. Non ancora un po’, ma per sempre. Mi sono appena svegliato. Ho appena imparato a scrivere il mio nome, ad allacciarmi le scarpe, a tenere la sigaretta come in un film. Avevo sette anni quando ho baciato per la prima volta una bambina sulla guancia. Più tardi mi piacevano le donne alte e con i capelli chiari. Ho scritto storie. Per qualche anno ho tradito mia moglie con la collega di matematica. Il mio quadro non è da considerarsi finito. Non ci metto la firma. Ho appena comprato un paio di scarpe nuove. Voglio vivere. Sono il cavalier servente in basso a sinistra. Quello con il capello rosso e il mantello verde che attraversa veloce questo paesaggio invernale fiammingo dove tutto succede per sempre

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