L’isola misteriosa. La Bibioteca dei libri inutili. N. 4

 

Come per l’idea rimasta incompiuta di realizzare un Catalogo delle idee chic, che avrebbe dovuto essere il seguito e la conclusione del romanzo Bouvard e Pécuche di Flaubert, letture e proposte di libri singolari eppure dimenticati.

I pirati della Malesia, Emilio Salgari (1896)

Scritto nel 1896, I pirati della Malesia è il libro che dà nome al ciclo di romanzi d’avventura di Emilio Salgari, iniziato con I Misteri della jungla nera (scritto nel 1895) e concluso con La rivincita di Yanez (del 1913). Al centro dell’azione è di nuovo lo scontro tra Tremalnaik e la terribile setta degli strangolatori, i Thugs.

Sandokan e Yanez incontrano il bengalese per aiutarlo a liberare la bella inglese, Ada Corisbant, fatta dai Thugs nuova Vergine della Pagoda. Nel corso della storia si svolgono eroiche battaglie contro truppe straniere e popolazioni nemiche, scontri sul mare e duelli contro feroci animali selvaggi.

La tigre della Malesia ha perduto la sua amata Marianna a causa di un’epidemia che ha colpito Mompracem, tornando così alla vita-avventura per i mari dell’arcipelago. Durante l’arrembaggio di un vascello inglese, le due tigri fanno la conoscenza del giovane e coraggioso Kammamuri, fedele guardia del corpo di Ada. Sarà questi a chiedere il loro aiuto per liberare Tremalnaik, prigioniero degli inglesi.

L’epopea di Sandokan continuerà con il romanzo, scritto nel 1904, Le due tigri, con lo scontro finale tra la tigre della Malesia e i Thugs della tigre dell’India, Soyudana.

La lettura dei romanzi di Salgari offre, come ha scritto Claudio Magris, un avvincente viaggio della fantasia, nel quale la narrazione assume una centralità che mette in ombra l’autore. Tutti conoscono gli eroi dell’Odissea, ma non sappiamo quanti l’hanno veramente letta e quanti conoscono Omero: l’autore scompare dietro il libro. Questo è il mistero dei classici.

Un mistero che Emilio Salgari ha alimentato con la sua stessa biografia. Sembra infatti che Salgari non abbia mai messo piede fuori dall’Italia e che, in realtà, le sue fonti fossero i bollettini geografici, le agenzie di stampa, i giornali stranieri e i resoconti dei missionari e degli esploratori.

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...