Da quando sono entrato in politica


[Ripubblico questo brano incluso in Prêtr-à-porter, un mio libro di diversi anni fa, perché mi sembra curiosamente attuale]

Da quando sono entrato in politica non credo più in niente. Ne ho viste troppe: la verità rovesciata in menzogna, la programmazione del falso, l’eliminazione violenta di ogni ostacolo, la ruberia elevata a comandamento. Non so perché continuo a stare qui; c’è una forza che mi attrae, ma non riesco a darle un nome. La sera, quando torno a casa, cerco invano di distendermi. Qualcosa mi consuma gli intestini, e lavora dentro, contro di me. Mi passano davanti le immagini di persone che credono in noi, che ci hanno messo la faccia, e in qualche modo la vita. Se c’è un Dio, ce la farà pagare. Ogni tanto leggo il vangelo: mi spaventa quella cosa che chiamano Geenna, dove sarà pianto e stridore di denti. Vedo gente disperarsi, mentre noi ridiamo per come siamo capaci di infinocchiare il mondo. Penso che Dio, se c’è, ci punirà per questo: per non esserci commossi di fronte al debole che crolla, fra le nostre risate. Eppure Dio me lo immagino con la faccia di Rutger Hauer. Ecco, Dio è un santo bevitore, che ha bisogno di stordirsi per reggere ogni giorno il male del mondo. Vive sugli argini spogli del lungofiume, col vestito logoro e la camicia gualcita. Beve, mentre noi ridiamo. Non credo più in niente, da quando ho visto Dio dormire su una panchina, con la bottiglia che gli pendeva da una mano. Da quando sono entrato in politica, ho capito che lui dorme ogni notte sui giornali, con gli occhi azzurri pieni di lacrime, nell’eterna umidità del lungofiume.

4 pensieri su “Da quando sono entrato in politica

  1. L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.

    I.Calvino

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  2. caro Fabrizio

    mi sembra un pezzo magistrale… bisognerebbe aprire uno spazio dove raccogliere proposte che individuino le possibili cure, farmaci non solo lenitivi? buon lavoro Fausto

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  3. prima domanda : cosa vuole un cittadino dalla politica ? direi che risolva , semplifichi la vita difficile, agevoli, produca …insomma quello che si fa in una azienda , in un gruppo sociale che funzioni con una certa efficienza. seconda domanda : come si fa ? ed è qui che le risposte sono diversamente esigenti: siamo (quasi) tutti preoccupati ” a posteriori ” …ahimè’ ad ogni scandalo, ad ogni corruzione, e poi dopo un paio di TG1/2….. 7 etc etc …si aspetta il prossimo ahime’ che diventa ahinoi !!
    Diciamocelo pure ; in Italia l’ onesta’ sembra un “valore Aggiunto ” , un optional , non è essenziale per la “vera ” politica : quella del fare”. l’importante è il risultato non il procedimento che si segue , il rispetto delle regole “che fanno perdere tempo ” ; in Italia bisogna scrivere “e’ severamente vietato etc etc . occorre un RAFFORZATIVO ” e poi piangere , ahinoi …Rigopiano, Pzza Castello , le banche ed il bail -in sui crediti inesigibili , delle banche, Ag delle entrate al posto di Equitalia e magicamente tutto ok ….poi….inchieste, nuove leggi .chiodo schiaccia chiodo ..il dimenticatoio !
    Da noi la virtù ,purtroppo, raramente crea consenso : spiace dirlo !

    PS Eppure , siamo la culla del cristianesimo , siamo tutti cristiani , ci piace Gesu’ .. peccato che non ci piace seguirlo!

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