Mettiamo


Mettiamo che non fosse questa qui la vera storia del mondo, che Trump stesse solo fingendo di guidare l’America, che l’Isis usasse dei pupazzi per mettere paura, che l’Ilva non inquinasse proprio nulla, che anzi spargesse, nel cielo sopra Taranto, un profumo delicato di violette. Mettiamo che non ci fossero pochissimi ricchi a sfruttare una moltitudine di poveri, che la TV, la radio e i giornali non si lasciassero condizionare da un manipolo di lobby, che le strade non continuassero a essere infestate da prepotenti che saltano la fila. Mettiamo che Dio fosse contento delle sue creature, che non prevalessero rancore e antagonismo nei rapporti sociali, nelle stesse famiglie, che non si moltiplicassero ogni giorno odi invincibili per un’eredità, o per un semplice parcheggio; mettiamo che cibo e bevande non fossero avariati e non si registrasse un dilagare di tumori a causa dell’inquinamento alimentare e atmosferico; mettiamo che la merce si rivelasse davvero come appare negli spot, che i cuochi si lavassero le mani e che il libero pensiero non venisse conculcato da mille repressioni. Mettiamo che, per il solo fatto di scriverlo, le contraddizioni del mondo, personificabili e riconoscibili, si consegnassero a un’autorità superiore che decretasse la fine di ogni male; mettiamo che i conti tornassero, che svanissero nel nulla ingiustizie e cattiverie, che si potesse uscire in strada ed essere abbracciati come un amico che non s’incontra da tempo. Mettiamo che il cambiamento cominciasse da me, o da te che stai leggendo. Allora scrivere servirebbe a qualcosa, e non avrei perso una decina di minuti della mia breve vita.

6 pensieri su “Mettiamo

  1. Bellissimo pezzo! Parte dal sogno e sul finale, a sorpresa, fa una virata sulla realtà…dal desiderio irrealizzabile all’unica possibilità di realizzare quel desiderio.

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  2. Se così fosse, saremmo in Paradiso, non sulla terra dove trionfa la vita con tutto il suo portato di bene e male, di contraddizioni, le più incredibili.Cosa fare ? Cominciare a controllare ciascuno il proprio comportamento, in ogni attimo tenere come modello GESU’, le sue parole, i suoi insegnamenti, con questo referente, molte nostre azioni potrebbero essere migliori e, piano piano, forse, si avrebbe un certo cambiamento.

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  3. si, il Paradiso in terra sempre desiderato da qualcuno considerato un puro e semplice utopista se non un idiota da molti-troppi- altri.E che paga duramente il prezzo di questa idea soprattutto quando tenta di metterla in pratica… Eppure seguiamo sempre con tenacia questa utopia meravigliosa seguendo chi ne fu il primo Esponente…

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  4. Non hai perso quei minuti preziosi della breve esistenza,perche’ leggendoti in quest’aria arroventata e inquinata,ho udito le vocine di bimbi che festeggiano in un giardino accanto,e ho visto due farfalle volare insieme inebriate di vita che ,forse,e’ gia’ finita. Mettiamo pure che la bellezza salvera’il mondo…

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  5. “facciamo che io ero un soldato
    e tu eri una ragazza che vivevi in un paese
    io disertavo
    e ti bussavo
    tu vivevi sola nella casa
    facciamo che ti bussavo
    fuori nevicava
    in lontananza grandi fuochi
    e bombe
    tu dicevi, chi è?
    son soldato disertore, posso entrare che fa freddo?
    facciamo che tu aprivi la porta
    e dicevi, entra pure sto preparando la pastasciutta
    facciamo che io entravo
    posavo il fucile
    e mi sedevo vicino al fuoco
    perchè facciamo che c’era il fuoco
    ho dei vestiti asciutti, mi dicevi
    io mi toglievo la palandrana
    e la giacca
    e mi mettevo un maglione grigio molto confortevole
    e anche dei pantaloni
    e posavo gli scarponi ai piedi del camino
    facciamo che la pastasciutta era pronta
    e tu me ne davi un piatto
    e facciamo che mangiavamo in silenzio
    facciamo che c’era anche una bottiglia di vino

    com’è la fuori? mi chiedevi
    ci si spara e ci s’ammazza, ti dicevo
    ti dicevo, sei stata molto cara ad aprirmi
    mi dicevi, figurati, vuoi un po’ di vino?

    facciamo che ti guardavo
    e facciamo che eri molto bella
    possiamo fare ciò che vogliamo
    facciamo che mi dicevi, puoi dormire qui stanotte
    e le altre notti?, ti chiedevo
    anche
    finchè non finiscono gli scoppi?, ti chiedevo
    sì, dicevi
    facciamo che ti dicevo finalmente il mio nome
    e finalmente tu mi dicevi il tuo
    e finalmente mi chiedevi, potrai difendermi se arrivano?
    sì, dicevo

    facciamo che eravamo molto stanchi
    e mentre che tu ti preparavi per la notte
    io guardavo dalla finestra
    e fuori era tutto bianchissimo e silenzioso

    ora anche le bombe dormono, dicevo
    vieni a letto, dicevi
    facciamo che non facevamo l’amore
    non la prima notte almeno
    poi si vedrà.”

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  6. Perdere dieci minuti per scrivere, come un’ ora per la catechesi, o gli otto minuti per l’omelia,
    e’ tempo prezioso dedicato a servire il Signore, e le tue parole, Don Fabrizio, non cadono mai nel vuoto, una frase cita così: “Le parole sono sacre, meritano rispetto, se scegli quelle giuste, nel giusto ordine, puoi spostare un pochino il mondo.” Quelle che vengono dallo Spirito poi danno la vita, ecco mettiamoci anche questo è grazie.

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