Nessi


Mi piace contemplare i gabbiani. Hanno un modo di muoversi curioso: si guardano in giro come uomini, sicuri di sé, perfino prepotenti, perché attaccano i piccioni per un pezzo di pane o di biscotto. Sono anche violenti, quando infliggono colpi di becco micidiali nel momento in cui meno te lo aspetti. Se non esistessero, il mondo non potrebbe sopravvivere: avrebbe nostalgia di quelle ali impeccabili, bianche come lenzuola ripassate sotto il ferro da stiro. Se non ci fossero i gabbiani, non ci sarebbe il mare: l’hai mai visto un mare in cui non planano o si posano un momento, in cerca di cibo? Non ci sarebbe acqua, quindi, né vita: la storia sarebbe solo un sogno che svanisce da svegli, quando non sai più se sei a casa o in qualche posto del mondo dove hai passato la notte per lavoro. I gabbiani hanno questo di bello: se li vedi, non puoi fare a meno di seguirne il movimento, come fosse di vitale importanza conoscere la loro direzione, perché senza di loro il mondo non esiste. Non ci sarei neanch’io, a cercare d’intuire in quale modo le ali, bianche come pagine, proveranno che sempre, nell’amore, tutto è collegato. È il motivo per cui se sei qui, a leggere quello che ora ho scritto, è un miracolo che mai finirà di stupirti, di stupirmi.

5 pensieri su “Nessi

  1. “…a cercare d’intuire in quale modo le ali, bianche come pagine, proveranno che sempre, nell’amore, tutto è collegato”

    Nella contemplazione di un particolare della natura, si trova il senso intero dell’universo: l’amore.
    Bellissimo!

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  2. Saluto con gioia questo volo di gabbiano.
    Non posso nascondere che il mio modo – per questo del tutto opinabile – di percepire ciò che leggevo, mi aveva posto più spesso negli ultimi tempi di fronte a lotte estenuanti con i piccioni, a canti striduli, a piume spettinate e macchie di catrame.
    Quanto mi piace questo bello che sa di buono e avvicina al vero. Non c’è nulla di superfluo o trascurabile in questa pagina lirica, benché non ponga al centro la teoria preconizzata, il concetto da ribadire.
    Il fatto di conoscere in anticipo il destino del mondo non ha consentito a Noè di salvare un solo essere che non fosse già inserito nella lista prestabilita. Noè non ha alcuna chance di cambiare il mondo. Hanno molte più possibilità un verso di Leopardi, un campiello a Venezia, una pennellata di Van Gogh. Oppure l’esempio di una vita, Madre Teresa, naturalmente.
    Saluto con gioia questo volo di gabbiano che libera il cuore e rende migliori. Volgerò lo sguardo lontano seguendo il suo volo. Smetto all’improvviso di odiare il santuario che, nel suo rimanere indiscutibilmente inalterato, sembrava aver cambiato tutto, tutti, lo scrittore per primo.
    Che gioia tornare a leggere e tornare a desiderare di commentare, anche se solo per mettere insieme frasi ingenue, per dire la mia, insomma.
    Ringrazio questo gabbiano, ancora capace di librarsi e farci spiccare il volo con lui.

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  3. Gli appunti della vita che ci regala il battito d’ali di un gabbiano sono imperdibili, lasciano scaturire riflessioni e pensieri da appuntare su altre pagine bianche che spesso vengono lasciate tali, appositamente e generosamente, dall’editore, a fine libro.
    Grazie, perché leggere un volo significa respirare righe d’Amore.

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