6 pensieri su “Il dovere di morire

  1. Il giudice

    Non c’è colpevolezza senza prova, qui
    dove assoluzione e delitto hanno lo stesso movente.
    Reato o peccato, siamo tutti parte. Comunque.
    Tutto è già stato
    e ci chiama,
    mentre un giudice impone il suo nome.
    Qualcuno completerà il nostro gesto.
    Tempo senza voce che scrivi la sentenza;
    nulla corregge nulla.
    Un vizio di forma forse ci salverà.

    Corrado Benigni

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  2. La sensazione è che questa società, che si dichiara pluralista e aperta ai diritti di tutti, stia mostrando il suo vero volto: coloro che non rientrano nei “progrediti e liberali” schemi apparentemente proposti, in realtà imposti, sono soggetti ad una cinica e violenta repressione.

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  3. Attenzione a non trasformarci noi in giudici inappellabili, oltretutto per “sentito dire”. Ricordo che si tratta di un caso su cui si sono espressi ben tre diversi tribunali, di cui uno internazionale. I genitori rappresentano i soggetti più idonei ad assumere scelte tanto drammatiche, che attengono principalmente la sfera medica e il concetto di proporzione delle cure? E se ad essere violento fosse piuttosto l’inconsapevole egoismo che prolunga la drammatica agonia? Da un accanimento terapeutico senza scopo non nasce alcuna speranza.

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  4. Qualche decina di anni fa si sono sperimentati i trapianti di cuore, fegato, reni. I primi trapianti non hanno prolungato la vita se non di ore o giorni, e non penso senza sofferenze. Secondo il sentire odierno i primi esperimenti di trapianto potrebbero essere considerati accanimento terapeutico. Che però oggi permettono di salvare molte vite.

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  5. Mi permetto di far notare che c’è una bella differenza quando a indicare una strada, per quanto assurda e innovativa possa sembrare, sia comunque la medicina e quando invece a trattenere ad ogni costo il malato rimanga il comprensibile ma non giustigicato desiderio dei genitori di non accettare il distacco.
    Ma quello che qui non condivido è la visione della scienza per forza disumana, asservita alle multinazionali, al solo scopo di lucro. Tutti unanimemente cattivi e privi di compassione. Proprio il contesto in cui si può pensare, ad esempio, di smettere di vaccinare i propri figli.

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