L’isola misteriosa. La Biblioteca dei libri inutili. N. 5

 

Come per l’idea rimasta incompiuta di realizzare un Catalogo delle idee chic, che avrebbe dovuto essere il seguito e la conclusione del romanzo Bouvard e Pécuche di Flaubert, letture e proposte di libri singolari eppure dimenticati.

Il maestro di Vigevano, Lucio Mastronardi (1962)

Il maestro è un mi… E’ un mi…», il maestro chiama gli alunni a completare la frase. «Il maestro è un mi… E’ un mi…» . «E’ un missile!», rispondono i ragazzi in coro, con la loro ingenua sfrontatezza. E il maestro strabuzza gli occhi: «E’ un missionario! E’ un missionario!».

Il maestro di Vigevano è più noto per l’interpretazione che ne ha dato l’attore Alberto Sordi che per Lucio Mastronardi, autore dell’omonimo romanzo. Grazie alla comicità grottesca del film, moltissimi conoscono le vicende del maestro Mombelli senza aver mai letto il libro. La stessa sorte – pur con esiti letterari diversi – di tanti personaggi della letteratura.

Al centro della vicenda le difficoltà economiche e le frustrazioni di un maestro nella provincia lombarda degli anni del boom economico. Il maestro di Vigevano riesce a tirare fino a fine mese grazie alle lezioni private, ma la moglie lo spinge a lasciare il lavoro per investire il denaro della liquidazione per mettere su una fabbrichetta di scarpe. Per soddisfare le ambizioni della moglie, dunque, il maestro accetta, anche se controvoglia, finisce per tradire la sua “missione” e si trasforma innaturalmente in un “padroncino”. Quella scelta, infatti, non può essere la sua vita. Tale sarà lo sconvolgimento subito che egli andrà incontro a una serie di eventi negativi: dal tradimento della moglie, alla delazione alla polizia tributaria, da parte di un ex collega di scuola, delle irregolarità fiscali della sua azienda. Infine, la moglie morirà, ma dopo avergli confessato che Rino è figlio di un altro. Quest’ultima rivelazione darà il colpo di grazia al personaggio che sul ragazzo aveva risposto tutte le proprie speranze di emancipazione culturale e sociale attraverso l’impegno e lo studio. Rino, infatti, finirà in riformatorio. Il maestro Mobelli, invece, rimasto completamente solo, ritroverà, tuttavia, la forza per risollevarsi e tornare all’insegnamento, recuperando il posto che gli è congeniale.

Ambientato nella provincia settentrionale travolta dalle trasformazioni sociali dello sviluppo economico degli anni ’60, il romanzo contrappone due mondi completamente diversi ma entrambi in crisi profonda: quello della scuola, abitato da maestri frustrati e mediocri, che non vivono certo la loro funzione come se fosse una “missione”, concentrati solo su modesti miglioramenti salariali; e quello della fabbrica, duro, cinico, orientato esclusivamente al denaro. Il maestro Mombelli, uomo all’antica, si trova in mezzo, schiacciato da questi due mondi che gli sono entrambi estranei, quello dei colleghi e quello rappresentato dalle ambizioni sociali della moglie Ada.

Libro doloroso e cupo, eppure comico e grottesco, fu una scoperta di Italo Calvino che lo pubblicò nella collana Coralli dell’Einaudi. Il romanzo ebbe successo e, allo stesso tempo, fece scandalo per la realtà che metteva a nudo, senza indulgenze, cinicamente. Le vicende, narrate in prima persona dal protagonista, sono tristi, eppure assumono il tono del grottesco e della satira sociale impietosa, esprimendo lo stato permanente di disadattamento del maestro di Vigevano. Il caso letterario che ne nacque, riguardò anche – anche sotto questo profilo disegnando un magma sociale in continua e profonda trasformazione – il ricorso al plurilinguismo, l’uso ardito e moderno del dialetto e del gergo.

Maggiore popolarità, fu raggiunta dal film che ne trasse il regista Elio Petri, con Alberto Sordi come protagonista. Il film uscì nelle sale nel 1963 ed anch’esso creò un caso. Il Provveditore agli Studi di Pavia arrivò, addirittura, a vietare le riprese all’interno della scuola e gli stessi insegnanti protestarono espressamente contro il regista per aver “gettato fango” sulla propria categoria.

Entrambi surreali e cinici nella loro narrazione, tanto il libro quanto il romanzo ci rappresentano con grande efficaci storica e con profonda vitalità gli anni dello sviluppo economico e sociale nella provincia italiana; sfrenato e irriflessivo, sconvolgente nelle sue trasformazioni del tessuto sociale e delle abitudini di vita tradizionali, spietato nello svelare vecchie grettezze morali, soppiantate da grettezze nuove, senza scrupoli e per questo non meno dolorose.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...