Il grande yogurt


Certe volte, nella vita, bisogna scegliere drasticamente, tagliare con l’accetta. Uno cerca di non fare male, sfiorando dolcemente il mondo dell’altro; ma accadono fatti che non lasciano spazio a premure ed attenzioni; e allora zac, tagliare di netto, avanti un altro.
La carità è paziente, dice Paolo, quello di Tarso: tutto scusa e tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. Ma un bel giorno ti accorgi che non tutto è sdoganabile, che l’altro ha dei doveri: di rispetto, o almeno di buona educazione.
E allora tronca, qualcosa sboccerà di nuovo dalle radici originarie; non sempre si può andare di uncinetto, pregare, accarezzare, cavare, insomma, il sangue da una rapa.
È il momento più istruttivo, quello in cui la persona si assume la responsabilità delle sue azioni. Vuole? Non vuole? Tu, comunque, glielo hai detto, ti sei preso la briga di stornare, dall’umanità, l’ennesimo calcio sulla faccia.

5 pensieri su “Il grande yogurt

  1. I napoletani direbbero:”Quando ce vo’ ce vo’! ”
    (Scusate non so parlare né tantomeno scrivere il napoletano)

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  2. Per riconoscere il vero il bello e il giusto questa drastica azione è necessaria!
    Grazie Donfa x averci detto questo
    Fiorella

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