Appuntamento


Come fosse finito qui, non lo sapeva. Ma tutto sembrava preparato da una mano al corrente delle attese più profonde, dei problemi del momento, delle cose da fare e da evitare, persino dei pensieri da eludere, per sostare su quello che adesso pareva l’essenziale.
Fu così che riapprodò alla Cappella dove anni prima era accaduto quell’evento, o nella casa, in cui il mobilio e le strutture quasi si porgevano perché potesse trovarsi più a suo agio.
Era qui che doveva succedere, lo sentiva come un dato inoppugnabile, come tutto si fosse dato appuntamento in questo mese, in questi giorni, e il clima risultasse regolato sul suo uscire e rientrare nell’alloggio, e il poco che mangiava venisse apprestato sul momento e anche da sempre: sí, quel panino, quella pizza, la birra in cui riusciva a intravedere il passato e l’avvenire, i ricordi che emergevano dal nulla e le visioni in cui la nuova condizione era il ritmo e lo stile di ogni giorno, da sempre erano lì.
Aspettava da decenni d’esserci di nuovo, di vedere quei muri, la strada, la collina che scende e poi risale, e il mare che suona quella musica e don Mario che ripete, sorridendo, “lo spirito, lo spirito!”, e il flusso che scorre come allora, la vita che torna e che mai più, mai più si sarebbe sottratta allo sguardo del suo cuore.

2 pensieri su “Appuntamento

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