Una risata


Meglio prenderla a ridere, si dice.
Siamo tentati, a volte, di ridere su tutto: sulle promesse del governo, le imprecazioni degli automobilisti, gli incidenti domestici di poco conto, i personaggi propinatici nelle pagine dei giornali o nei talk show. Ridere della prosopopea di chi si crede qualcuno, di noi stessi, quando siamo incapaci di comprendere e di amare. Ridere di tutto, fuorché delle disgrazie: come quando sorpresero quei due a ridacchiare dopo il terremoto, perché fiutavano l’affare. Impossibile ridere del male che tormenta il mondo, che schiaccia le persone, un male per cui è lecito soltanto piangere, patire, condividere.
Qual è il confine tra ciò che giustifica una risata liberante e ciò che chiede silenzio, perché l’altro è me stesso, ed è mia quella carne sofferente, impossibile da consolare?
Mi ricordo di Zaccheo: cosa ha provato Gesù, scorgendo l’uomo di bassa statura appollaiato sull’albero in attesa di vederlo, e impegnato a nascondersi, nello stesso tempo, agli occhi della gente? Secondo me, ha riso. E ridendo di Zaccheo, ha riso di noi tutti, commedianti goffi sul palcoscenico del mondo, consunto e sgangherato.
Potesse raggiungerci il sorriso di Cristo, donandoci il senso delle proporzioni, affidandoci a un destino più consono alla nostra dignità di esseri creati a immagine e somiglianza dell’Altissimo. Solo così una risata non potrebbe seppellirci, ma ci farebbe risorgere, rinascere dall’alto. Solo così vivremmo all’altezza di noi stessi, e non saremmo il solito circo di nani e ballerine.

4 pensieri su “Una risata

  1. Il sorriso di Gesù
    Quante volte
    Ti sento al mio fianco
    sussurrarmi:
    “Non cedere al pianto!
    e continua a cercare sicura
    credi al cuor che non teme paura…”
    Son venuto a insegnare la “Gioia”
    ma c’è chi la nasconde per la“gloria”.
    Son venuto a indicare la “Via”
    ma c’è chi non ne vede la scia…
    Son venuto a portare la “Luce”
    ma c’è chi solo “buio” traduce!
    Son venuto a insegnare “l’Amore”
    che non è sol “calvario e dolore!”
    Quel “sorriso” che cerchi da tempo
    l’ho portato ed “è” ancora nel vento,
    lo vedrai e lo vedranno coloro
    che sapranno con me alzarsi
    un po’ in “volo”!
    Da “Carezze per l’anima”

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  2. Qualunque sia la motivazione che fa sorridere Gesù, e’ straordinario soltanto immaginare il Suo Volto sorridente, anche se provocato dalla nostra goffaggine e dai nostri inciampi, il sorriso più bello e illuminante, perfettamente esteso sul Suo viso, Gesù deve averlo quando incontra la nostra anima che smette di nascondersi, e fa di tutto per piacergli, quanta gioia deve provare per il dono riconosciuto e corrisposto della Sua vita!
    Grazie Don Fabrizio per questo bellissimo spunto di contemplazione al Sorriso di Gesù

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