106. Quanto resta


A volte sembrava che la storia fosse appesa a un ponte gettato tra il passato e un futuro imprevedibile. L’impressione, per noi, era quella di lasciarci portare da una mano sapiente, che conosceva bene il quadro generale, l’inizio e la fine, l’alfa e l’omega, come dice la Scrittura. A ben guardare, si scorgevano segnali chiarissimi, cui ogni tanto accennavamo, non più con la foga di prima, tuttavia, con l’ingenuità di chi è convinto di convincere, e che invece si trova di fronte a resistenze invincibili, a un muro invalicabile.
Il Signore ci costringeva, quasi, a vivere i valori a cui teneva tanto: l’umiltà – con cui Lui stesso si era presentato (imparate da me, che sono mite e umile di cuore) -, mai così a portata di mano come in questo tempo di continue e a volte brucianti umiliazioni; la pace, perché sempre più ci accorgevamo che il conflitto era innescato da più o meno consapevoli pretese dell’io; l’amore, perché il perenne e faticoso rinunciare produceva l’effetto di aprirsi alle istanze dell’altro, superando il naturale egoismo che s’insinua così facilmente nei pensieri e nelle azioni.
Chiedevamo lo Spirito Santo, i suoi doni di discernimento, e soprattutto il miracolo della materia spiritualizzata e dello spirito incarnato, la cifra autentica dell’opera affidataci.
Ci tornava alla mente il grido ripetuto della Bibbia, sempre più attuale, nel dramma sotterraneo di quei giorni: sentinella, quanto resta della notte? Sentinella, quanto resta della notte?

2 pensieri su “106. Quanto resta

  1. Di tutto questo, un’idea torna e ritorna: la notte è dentro di noi e certo non sarà risolta da un angolo meditativo. Per me la notte può schiarire solo incamminandoci sulla torre e sporcandoci con la sua polvere; è in quel luogo che tutto può cambiare; nel contatto e confronto diretto con il prossimo, nello sforzo determinato di comprenderne la lingua sconosciuta, nel desiderio di abbattere l’incomunicabilità che divide. Se questa fosse la profezia basterebbe appena sussurrarla e non servirebbero veemenza o pazienza per farla comprendere. Solidarietà, una risata da condividere e una borsa piena da mettere a disposizione del comune obiettivo. Tutto qui, adesso.

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