Vorrei


Il mondo che vorrei sarebbe come il nostro, salvo alcuni, piccoli dettagli. Vorrei che la mattina ci si alzasse col desiderio di renderlo migliore. Vorrei che molti di più credessero alla voce che parla nell’intimo di ognuno: che si facesse più silenzio, per ascoltarla meglio, che provassimo a smorzare le fonti di rumore, gli strumenti di distrazione di massa a tutti tristemente familiari. Vorrei che il grande commercio perdesse definitivamente la sua anima, la pubblicità: ridotto a materialismo nudo e crudo, farebbe, a mio parere, meno danni. Vorrei che ognuno rispettasse la sensibilità dell’altro, ma senza cadere nelle maglie del politically correct: dirsi le cose, aprire spiragli, scoprire scenari imprevedibili, ma con l’umiltà di chi sa che l’ultima parola non è sua prerogativa. Vorrei che la povertà fosse una scelta di spiriti liberi e non una catena per gli oppressi. Vorrei che i mezzi di comunicazione sociale fossero, appunto, mezzi, e non secondi o terzi fini. Vorrei che il sospetto si fondasse su basi meno fragili, e non sull’idea che l’altro, fino a prova contraria, mi è nemico. Vorrei che l’arte fosse insegnata come qualcosa che non sfiora gli occhi, ma li apre. Vorrei che si parlasse di bontà e bellezza come si parla di calcio o di politica. Vorrei che l’idiozia fosse idiozia e l’intelligenza intelligenza: le contaminazioni, in certi casi, possono rivelarsi micidiali. Vorrei che dell’amore si parlasse dopo aver contato fino a dieci. Vorrei che Dio fosse più noto dell’insegna della farmacia, e che tutti potessero averlo come medico di base. Vorrei che il mondo fosse come desidera veramente essere, e forse non lo sa.

5 pensieri su “Vorrei

  1. Ottima, stupenda piattaforma programmatica. Integrabile, probabilmente, ma come base di partenza mi accontenterei eccome. Ora bisogna solo chiamare a raccolta tutti gli esseri umani di buona volontà, come già fece qualcuno duemila anni, disponendo solo di una montagna e di discepoli come mezzi di comunicazione. Non ci resta che condividere pani e pesci e iniziare a camminare.

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  2. Pingback: Vorrei — La poesia e lo spirito – Redvince's Weblog

  3. VORREI CHE MOLTI DI PIÙ CREDESSERO ALLA VOCE CHE PARLA NELL’INTIMO……….si vorrei saper ascoltare la voce che mi parla.

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  4. Vorrei che non ci fossero più migranti per necessità economiche. Vorrei che ciascun umano potesse sviluppare le sue aspettative in tutta onestà e sincerità dove si sente meglio di stare senza essere di peso. Vorrei che ancora termini come PATRIA e ONORE avessero il valore che meritano nei tempi che viviamo senza essere accostati a tempi che non esistono più e che forse sarebbe stato meglio l’umanità non avesse vissuto anche se il presente non è da meno.

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