Filippo Ravizza, La coscienza del tempo

E’ uscita la nuova raccolta di poesie di Filippo Ravizza, La coscienza del tempo (La vita Felice 2017). Ne proponiamo alcune poesie e un brano della Prefazione di Gianmarco Gaspari.

Evaporare gli anni

Disperdere dunque la coscienza
del tempo evaporare gli anni
così senza pietà correre correre
lontani dal qui e dall’ora non
esistere sapendolo mentre
incessante risuona tra le tempie
e queste campagne la certezza
che dice: “Tutto è impossibile,
ma tu ricordati, ricorda il desiderio
offeso del tuo pur mutilato amare
“.

*

Scesero davanti a te

Apriti in me, secolo fragile
che tutto circonda che ogni
giorno trascina queste lontane
origini – una valle dei templi, una
via sacra – dentro al cuore palpitante
delle cose… cercaci in noi, secolo
fragile dove ho alzato la mia mano,
l’ho messa sulle spalle dei fratelli,
un piede dopo l’altro, un giorno
dopo l’altro come un solo volo
un ritornare sopra quelle nubi
quei fulmini opachi che parlarono,
parlarono un giorno ad un improvviso
silenzio, dissero di correre dietro
alle curve, guardare nel buio dei cantoni…
abbandonando il cielo scivolarono
nell’aria le cose, gli anni, scesero
davanti a te i bambini e i ragazzi
che sei stato; le costellazioni, tua figlia,
la solitudine di chi ha tanto sperato
e ora sa che ogni cosa ogni cosa in
fine china il volto e si dimentica,
affilato orizzonte che scompare.

*

Ancora una volta

Il senso breve il soffio leggero
della Storia… crescono e non
le vedi salgono dispiegate verso
la voce alta dell’ebrezza le cose
che ti cingono la fronte scuotono
il collo… ancora una volta convinti
che nulla conta nulla significa nulla
agisce veramente… spezzare alto
con la forza delle braccia il cielo
mille frammenti vedere contorcere
la calma schiacciare la quiete solcare
il cielo di mille e mille e mille luci…
alto entusiasmo della distruzione
amore della forza che spezza,
annienta e trascina e dunque
costringe ci costringe finalmente
a erigere i primi contrafforti
benedetti e irti di un nuovo
limpido destino…
morire finalmente vivi dentro
un nuovo sogno, sia questa
la speranza irriducibile.

*

Le cose sole

Pensare lontano il futuro avvento
pensare lontano il tempo che fugge
chiamare per nome le cose sole
ancora credere che tutto cambi
piangere soli nella stanza buia
appena raggiunti dalla fedeltà
della parola che ormai ti chiede se
sei tu sei tu che appari come antica
cruda porta che collega tutti i
campi e le vallate altissime del tuo
più forte aprirti al respiro del destino.

*

Perla solitaria

La patria perduta perla solitaria
notte splendente qui dove ancora
il buio avvolge le città ti avvolge
come una serena verità del dove
nelle stazioni del percorso il cammino
che ci porterà là là dove finisce
il bosco cessa la selva ombrosa
la tentennante sposa dei simboli
caduti quando ancora c’era la forza
la voglia di tornare a casa di sera
e passo dopo passo pensare
che stesse crescendo che sorgesse
intera un’alba nuova.

*

Hegel

Sulle alzate carezze le paratie
del mondo, le spalle alate invece
qui, dove hai potuto pensare toccando
la terra di essere dentro, stare
stare dentro le cose, essere loro,
parlare di tutti a tutti avanzare
un poco di Storia collettiva quasi
memoria, un’illusione solo amata:
che si potesse toccare, sì toccare,
spingere un poco almeno più
in là l’idea, l’esperienza terribile,
vera, della totalità.

* * *

La materia e i fatti ne La coscienza del tempo di Filippo Ravizza
di Gianmarco Gaspari

Si può legittimamente affermare che con questo nuovo libro la poesia di Ravizza compia il passo decisivo: qui si scoprono le carte, si fa evidente la percezione di un percorso che salda meta a meta con movimenti lenti, ma tanto progressivi quanto sicuri. E diciamo subito anche che La coscienza del tempo è la sublimazione di un disagio catafratto nei simboli complementari del tempo e dello spazio. La pagina di Ravizza incrocia sicuramente temi freudiani, ma resta ben lontana dall’affidarsi a quella lettura come prioritaria. Al lettino dell’analista Ravizza preferisce la dialettica materialistica della storia. A tentarlo non è la sublimazione, ma l’immersione nel concreto; non l’esacerbazione o la contemplazione masochistica della propria individualità (e dico masochistica perché ai poeti difficilmente è concesso un io che si esprima in letizia o almeno in pace), ma il confronto con il flusso degli eventi, in una dimensione che l’autore per primo vuole rappresentarsi come realistica. La materia e i fatti: non altrimenti avrebbe senso una delle parole più singolari che sia scivolata dalla penna di un poeta di questi anni, come quella fatticità che incontriamo nella conclusione di questo volume. (dalla Prefazione )

* * *

Nota biografica

Filippo Ravizza è nato a Milano, ove risiede, nel 1951. Poeta e critico letterario, è autore, prima de La coscienza del tempo, di sette raccolte di versi: l’ultima in ordine di apparizione è la fortunata silloge Nel secolo fragile, uscita nel febbraio 2014 (la seconda edizione è del novembre 2015) presso La Vita Felice. È del 2012 La quiete del mistero (Amici del Libro d’Artista), preceduta da Turista (Lieto Colle, 2008), Prigionieri del tempo (Lieto Colle 2005), Bambini delle onde (Campanotto, 2000), Vesti del pomeriggio (Campanotto, 1995), Le porte (Schema Editore, 1987). Nella sua città ha tra l’altro ideato e realizzato, insieme al docente e critico letterario Gianmarco Gaspari, “Lezioni della Storia – Dopo un secolo quale memoria”, un ciclo di conferenze iniziato nel 2011, lettura della Storia italiana ed europea attraverso la letteratura. Tra le altre vanno segnalate le conferenze che Gaspari e Ravizza hanno tenuto su Alessandro Manzoni, su Vittorio Sereni, Eugenio Montale, Umberto Saba, Italo Svevo e Giovanni Pascoli. Nel 1995, insieme al poeta Franco Manzoni, Filippo Ravizza ha redatto il “Manifesto in difesa della lingua italiana”, oggi parte del programma orale (cours de production orale) per il conseguimento del dottorato specialistico del Dipartimento di Italianistica dell’Université Paris 8 (Paris – Saint Denis, docente Laura Fournier). È stato chiamato a rappresentare la poesia italiana contemporanea alla XIX Esposizione Internazionale della Triennale di Milano (1996). Attualmente coordina le iniziative culturali di una grande organizzazione di rappresentanza economico – sindacale milanese.

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