Federica Giordano – UTOPIA FUGGIASCA

Proponiamo alcuni testi, assai interessanti, di Federica Giordano, dalla sua raccolta UTOPIA FUGGIASCA (Marco Saya editore , Milano, 2016).

Luoghi bianchi

Pochi i luoghi dove non nidifica il ribrezzo:
gli occhi del cavallo – ossi di nespola
il pianoforte e la scordatura avorio,
il sorriso alla sconosciuta.
Il volo del nibbio sulle case,
la giornata lenta di Morano.

 

Risveglio

Pesante il tuo braccio sulle gambe
dissotterra un bisogno cavo.

Le mura diventano scarne,
pareti tonde di conchiglia.

Insieme abitiamo
il colore canuto di una salina.

Ercolano

Una luce d’arancia
ha inondato la via bianca
e le danzatrici nascoste dentro i muri
hanno imbrunito i visi
nelle loro nicchie d’agrume.
I movimenti muti hanno il respiro
del mare oltre i cortili.
Volti col tempo del latte
abitano il sentiero dei sepolcri
e l’erba indomita
segna il suo impero consenziente.
I cancelli dei giardini stanno in piedi
come sfilze di soldati, a controllare
che si immagini liberamente
nella corolla avvelenata
che ha nome memoria.

 

Equilibri

E si resta antichi nella migrazione, la caparbia linea orizzontale.
Solo nell’essere colonna
non si teme il fardello della struttura.

 

Cicli

La bambina è fuggita nel giardino,si è nascosta il viso tra le mani
ed è rimasta vitrea.
Lì balla una donna,
balla da sola su una voce.

Quella voce da saga
intona incontri nordici,
unioni perfette.

Balleranno insieme un giorno,
la bambina e la donna,
si daranno un bacio sulla bocca
e il giardino si chiuderà nel pugno chiuso
di una vecchia.

 

Tu sapevi mungere il colore

A mia madre

Gli anni passavano rossi e immensi
e tu sapevi mungere il colore.
Sapevi abitare la tana e scavalcare
i fiumi di cristallo di tua madre.
Addii dai fiumi freddi, dai serpenti che ingoiano i paesaggi.

Dolori alluvionali sotto i ponti di città dell’Est.

Ma tu sai abitare la tana, sai fare il giusto suono,
sai mungere il colore.

 

 

Notizia

Federica Giordano è nata a Napoli nel 1989. Si laurea con 110 e lode in Lingue e culture moderne con una tesi in traduzione letteraria dal tedesco dal titolo “Traduzione e traducibilità della poesia Porcellana di Durs Grünbein”.
Nel 2008 pubblica la raccolta poetica Nomadismi. Nel 2009 è autrice del testo in musica Favola di Mezzanotte, musicato dal compositore G. Mancusi. Nel 2011 pubblica La parte che ti ho affidato, Boopen Led Edizioni. Sue poesie vengono pubblicate su riviste specialistiche. Partecipa a reading poetici e rassegne letterarie come Il festival della Letteratura di Narni Una piazza per la poesia di Napoli. Si occupa di critica letteraria per varie riviste tra cui “ Nuovi Argomenti” e “Poesia” di Crocetti. Da segnalare il suo servizio sulla raccolta “Porcellana – Poema sulla distruzione della mia città” di Durs Grünbein, pubblicato nel numero di Febbraio 2013 della rivista “Poesia”. Nel 2014 partecipa come autrice e come traduttrice al progetto antologico “Ifigenia siamo noi”, edito da Scuderi Edizioni.
Cura la sottotitolazione italiana di due lungometraggi di Cynthia Baett “Cycling the frame” e “The invisible frame” presentati nell´ambito delle rassegne culturali del Goethe Institut di Napoli. Un’ampia selezione di testi inediti viene pubblicata sulla rivista Poesia, numero di novembre 2016.
Nel 2016 pubblica “Utopia Fuggiasca” con l’editore milanese Marco Saya. Il libro è stato presentato nell’ambito della Fiera del Libro di Roma “Più libri più liberi” ed è stato premiato a Mosca, vincitore della sezione “Tonino Guerra” nell’ambito del Premio italo-russo Bella Achamadulina 2017. Il libro inoltre tra i vincitori del Premio L’Iguana 2017 e riceve la menzione speciale del Premio L. Montano 2017.

 

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