Le mani


Sentirsi amati è la svolta decisiva. Prima, tutto ti feriva, ti accorgevi di ogni minima distanza fra le tue attese e l’altrui comportamento; soffrivi se qualcuno ti ignorava, o ti trattava bruscamente. La vita dipendeva dagli altri, per quella insicurezza che in tanti ci portiamo dentro dall’infanzia, perché le vicende della vita – dalla distrazione fino alla stanchezza – ti privano della quota d’amore su cui facevi conto. Da allora diventa un rincorrere, un cercare affetto e approvazione, uno studiare gli occhi, le parole, un soppesare il tempo, i modi, l’attenzione che gli altri ti riservano.
L’infelicità, lo capisci più tardi, è cercare all’esterno, mendicare dal mondo una stretta di mano, un cenno di consenso. Il desiderio è rivolto oltre le mura, come accade al volontario della legione straniera che scruta la distesa del deserto, sperando e temendo l’apparire di un’ombra, di un suono, di un odore.
Siamo sentinelle fragili, infelici, testimoni di una solitudine fatale, sospesi alle lancette di un tempo che non passa, o va troppo veloce.
Finché un giorno senti la sua mano, il calore che ti avvolge la testa, una pienezza mai sperimentata, come se emergesse qualcosa d’ignoto eppure tuo, l’immagine intravista da bambino, quando ancora il mondo non aveva indossato la sua maschera.
Ora che il sangue ricomincia a scorrere, che tutto acquista le sue vere proporzioni, hai ricostruito le fasi dell’evento, hai ammirato le sue mani tese, udito la sua voce che gridava: Lazzaro, vieni fuori! Sei uscito dalla tomba dei bisogni insoddisfatti, delle attese sbagliate, ti sei sentito libero, salvato: usando una parola difficile, risorto. Non ti serve più niente, non chiedi più a nessuno, cerchi sempre e soltanto quelle mani che ti hanno accarezzato, riportandoti all’essere. Ti sei sentito amato.

7 pensieri su “Le mani

  1. Questa pagina mi ricorda inevitabilmente la nascita, le mani che afferrano il capo del bambino per estrarlo dal corpo materno ed accompagnarlo alla vita. Bellissima, grazie.

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  2. Pingback: Amèn – LEAVE ME A PHOTO

  3. Mi hai riportato indietro di qualche anno e mi son sentita invasa da forti emozioni contrastanti pensavo di leggere la mia storia,che con l’aiuto di DOMMA,tuo e di Don Sergio ecc ecc ecc e il consenso SUPREMO continua ad andare avanti e non finiro’ MAI di ringraziiarvi a presto DON Fabrizio ciao Vilsa.

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  4. “Adunque, Signore pietoso, e con Lui, e per Lui salvateci.
    Parve, che allora e il cielo, e il mare all’infantile innocenza
    applaudettero, e per miracolo dell’innocenza l’onde si tranquillarono,
    e senza perdersi un solo de’ passaggieri giunse il galeone in porto.”
    (dal Quaresimale del padre Giovanni Battista Manni della Compagnia di Gesù, 1681)

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