L’isola misteriosa. La Biblioteca dei libri inutili. N. 6

 

Come per l’idea rimasta incompiuta di realizzare un Catalogo delle idee chic, che avrebbe dovuto essere il seguito e la conclusione del romanzo Bouvard e Pécuche di Flaubert, letture e proposte di libri singolari eppure dimenticati.

Malombra, Antonio Fogazzaro (1881)

In uno spettrale castello sulle rive di un lago lombardo vive, segregata dallo zio Cesare d’Ormengo, la marchesa Marina di Malombra. Per caso Marina viene in possesso di una lettera scritta da sua nonna Cecilia, anch’ella segregata dal marito, come punizione per essersi innamorata di un giovane ufficiale di nome Renato. Marina finisce per identificarsi con Cecilia e rivive la tragedia della sua morte. In un lento ma progressivo stato di allucinazione, la marchesina comincia a credere di essere la reincarnazione della nonna. In preda alla follia ucciderà lo zio e lo scrittore Corrado Silla, che di lei si era innamorato — credendolo la reincarnazione di Renato.

Il romanzo fu pubblicato nel 1881, dopo Miranda (1874) e la raccolta di poesie Valsolda (1876). Malombra è il primo romanzo di Antonio Fogazzaro e anticipa i temi principali dell’autore: il mistero, il misticismo e la follia, tipici della poetica della Scapigliatura. L’opera, inoltre, rappresenta un originale esempio nella letteratura italiana di romanzo “gotico”.

Anche se Malombra si inserisce nel solco del Verismo, Fogazzaro pone al centro della sua osservazione l’animo umano. In particolare l’incessante contrasto tra sensualità e sentimento religioso provoca nei protagonisti un profondo e continuo turbamento, che l’aspirazione artistica, come strumento di elevazione morale e spirituale, non riesce a ordinare. Alla fine, dunque, prevale il canone romantico, nella esasperazione soggettivistica, che avvicina l’opera di Fogazzaro al Decadentismo. Il protagonista di Malombra è infatti solo ed esclusivamente l’animo della marchesa nel suo irrimediabile viaggio verso la follia. Lo stesso ambiente sociale e lo scatenarsi delle forze naturali accompagnano questo delirio, offrendone lo sfondo più aderente.

Nel 1942 Mario Soldati, convertito al cinema, ne gira un film con Isa Miranda nella parte di Marina. Soldati avrebbe voluto Alida Valli, che già aveva diretto nel precedente Piccolo Mondo Antico (1941), anche questo tratto da Fogazzaro. La Valli questa volta non poté accettare perché si era nel frattempo legata con un rapporto di esclusiva ad una altra casa cinematografica. “Con la Valli il film sarebbe stato perfetto”, ammise lo stesso regista e scrittore.

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