La pioggia


Capisci l’importanza della pioggia se c’è la siccità. Fino ad allora te n’eri lamentato: che seccatura! L’ombrello, il fastidio di bagnarsi in ogni caso. E che tristezza! Vuoi mettere un bel cielo azzurro, che comunica allegria anche quando i pensieri cattivi annebbiano la mente.
È un criterio generale. Ci lamentiamo dei preti, ma quando un moribondo invoca l’unzione degli infermi, ne cerchiamo anche uno scalcagnato.
Facciamo di tutto per girare al largo dal tipo sgradevole, quello con la voce chioccia e la tendenza alla polemica, ma quando ci dà l’informazione che solo lui conosce, lo vediamo con gli occhi di chi ha ricevuto un beneficio.
La suocera neanche la saluti, ma quando sua figlia – tua moglie – ti lascia perché ne ha fin sopra la punta dei capelli, diventa una risorsa a cui ti pieghi persino volentieri.
Tutto ha un rovescio: se prendessimo l’abitudine di sospendere il giudizio, di lasciare che la faccia nascosta delle cose arrivi a palesarsi, forse la vita sarebbe meno amara.
Che in origine sia stata orientata proprio a questo? Che il senso riposi nella sintesi di due elementi, come se ogni realtà unilaterale celasse una falla, una mancanza, una parzialità fatale per la lettura dell’essere?
Da quando ho compreso che significhi, concretamente, che Cristo è vero Dio e vero Uomo, la mia vita è cambiata. Unirsi a Lui vuol dire entrare in contatto con la nostra umanità e ritrovarsi guariti dalla sua divinità. Significa essere se stessi, come Lui ci ha immaginati.
Capisco meglio, da allora, la pioggia, i preti, le persone sgradevoli, le suocere. Li vedo, nello stesso tempo, con gli occhi di un uomo e gli occhi di un Dio.

3 pensieri su “La pioggia

  1. Ho sempre pensato che ogni cosa esista, assuma valore, estrinsechi la sua essenza proprio in base all’esistenza e all’importanza del suo esatto contrario.
    E’ possibile che si possa perfino vivere senza aver mai visto la pioggia oppure il sole, ma è evidente che la loro sintesi rappresenti il vero segreto della vita, il fondamento di una natura generosa.
    Forse questo vale anche per la religione, che ha tanto più importanza in quanto continua ad esistere anche la sua assenza. Che mondo sarebbe se fossimo tutti ugualmente saggi, ugualmente santi, con profeti disoccupati e profezie declassate al rango di previsioni meteorologiche.

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