La Legge


Il mondo è fatto così: d’inverno piove, d’estate c’è il sole. È vero che esistono, oggi, vistose anomalie, ma insomma: il bue muggisce, il cavallo nitrisce, non ci sono santi. Il fatto che la realtà funzioni così, e non altrimenti, continua a sembrarmi degno di attenzione. Si danno leggi che non possiamo ignorare, fuori e dentro di noi. Tutto sta a capire il loro senso, la loro direzione. Si è parlato tanto di teoria evolutiva, della sopravvivenza del più forte; nel nostro tempo, diversi uomini di scienza tendono invece a difendere il principio di collaborazione, preferendolo a quello antagonista. Mi sembra un passo in avanti decisivo: nell’essere tutto è collegato, ogni cosa corrisponde a un’altra, un meccanismo perfetto governa l’universo, altrimenti non staremmo qui a parlarne.
Contemporaneamente, ci accorgiamo di come, in questo quadro armonico, si aprano falle: terremoti, cataclismi cosmici, carestie, siccità, fenomeni più o meno disastrosi arrivano a sconvolgere il libero e tranquillo fluire dell’energia universale. C’è qualcosa che turba la pace, e che forse è ancora più visibile all’interno dell’uomo e della rete dei rapporti che costituiscono il suo mondo: conflitti, incomprensioni, odi, omicidi, guerre, stragi ed olocausti segnano la storia con una scia di sangue senza fine.
Qual è il segreto dell’ordine, del buon funzionamento di tutta la realtà, il principio affidabile che ispira ogni buona condotta, all’altezza del Progetto originario?
A chi gli chiede quale sia il comandamento più importante, Gesù risponde: l’amore per Dio, per se stessi e per il prossimo. Questa è la Legge, aggiunge subito.
Se la Legge è l’amore, vuol dire che tutto ciò che va in direzione dell’amore tiene insieme l’universo; tutto ciò che gli si oppone, invece, causa dissidi, catastrofi, la tragedia del male di cui arriva notizia ogni momento.
In fondo, come sempre, sta a noi scegliere di quale legge lasciar innamorare il nostro cuore.

2 pensieri su “La Legge

  1. Pioggia d’estate cade dentro di me
    acini d’uva si schiacciano contro i miei vetri
    gli occhi delle mie foglie sono abbagliati

    pioggia d’estate cade dentro di me
    piccioni d’argento voltano dai miei tetti
    la mia terra corre coi piedi nudi

    pioggia d’estate cade dentro di me
    una donna è scesa dal tram
    i polpacci bianchi bagnati

    pioggia d’estate cade dentro di me
    senza rinfrescare la mia tristezza

    pioggia d’estate cade dentro di me
    all’improvviso e all’improvviso s’arresta
    il peso dell’afa è rimasto dov’era
    al termine delle grosse rotaie
    arrugginite.
    Nazim Hikmet

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  2. Caro Fabrizio, magari fosse questo Amore di cui parli a reggere i fili imperscrutabili delle forze cosmiche! Credo tutti lo vorremmo, per evitare ogni cataclisma di origine umana o extreaumana. Questo nostro tempo a me sembra essere,da ere lontanissime, solo attesa, attesa irrisposta dell’inconoscibile . Non sono né credente né atea, ma in umiltà spero solo in qualche luce di senso e salvezza comprensibile prima di tornare molecola nella grande spirale.

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