Quando


Quando sarà tutto finito, ci volteremo indietro, con un po’ di nostalgia. Penseremo alle cose belle della vita, a quel golfo visto dalla terrazza del paese, al tramonto che si portava via un segreto, allo sguardo del bambino che ti chiedeva il nome. Ci sembrerà strano andarcene così, senza saluti. Mio padre, quando partì con l’ambulanza, disse a mio fratello: dài un bacio a tutti. Ecco, dare l’ultimo bacio, sapendo che qualcosa resterà dopo l’addio, la partenza spogliata della tranquilla certezza del ritorno.
Quando ce ne andremo, però, avremo anche gli occhi conficcati nel futuro, pronti ad accogliere l’affidabile promessa del riposo. In fondo, la vita è un lavoro impegnativo, e a un certo punto ti chiedi: quanto manca alla pensione?
Sì, quando sarà tutto finito andremo alla pensione paradiso, dove il vitto è gratuito, e i cornetti non finiscono. C’è gente che ti tratta bene, che ti ama: sarà curioso sentirti amato da tutti quelli che incontri, come se la rabbia, l’odio, o il saluto negato, la parola maldicente, il giudizio temerario, non fossero che un ricordo sbiadito, da guardare con una certa tenerezza.
Quando saremo di là, sarà normale pensare a quelli che ancora si stanno arrabattando, che a quest’ora della sera mettono in fila parole come soldatini, sul pavimento freddo della casa paterna: scrivere è giocare con la guerra che in te combattono i dolori e gli squarci improvvisi di allegria.
Quando sarà tutto finito, riporremo il nostro esercito nella scatola blu, e finalmente Qualcuno scriverà, in fondo all’ultimo racconto, la parola pace.

10 pensieri su “Quando

  1. …per evitare derive retoriche,
    parliamone!…
    c’è anche chi,raggiunta la “”pensione PARADISO””,non si è tirato al centro anziani a giocare a bocce,ma continua nella sua opera a suggerire,assistere e sostenere il suo ‘erede”,il suo ‘A.D’ nel prosequio del Progetto,…seduto,tra le ‘Nuvole Celesti’sulla sua poltrona…a rotelle!…
    Addio ?…no …
    quando qui sarà tutto finito,qualcuno ,alla reception della pensione Paradiso,ci indicherà a quale piano trovarlo;
    Toc toc…una stretta di mano e…
    《Ciao,come va? vedi da qui quanto è bello il Golfo di Sirolo》?…

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  2. Una rosa. Un saluto offerto a tutti i presenti; , già, offerto, piuttosto che ricevuto – come d’uso-; come fosse un grazie alla vita, riconoscenza, . Fiducia per il Grande Incontro.L’altro lato della luna.

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  3. ” scrivere è giocare con la guerra che in te combattono i dolori e gli squarci improvvisi di allegria.”
    Scrivere questa pagina è’ portare, come quel Qualcuno, pace e speranza .
    Pagina illuminante, bellissima.
    Grazie.

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  4. Bellissimo post… indipendentemente dall’idea di futuro che ognuno ha dentro di se.
    Mi chiedo, dopo una simile perla, come si possa pensare di scrivere altro; o forse sono io che non desidero leggere altro.
    A meno che Fabrizio non prosegua in questa descrizione della sua idea di paradiso che, al di là di tutto, rasserena e fa bene al cuore. A pensarci bene, dona anche un po’ di refrigerio, così opposto al caldo (infernale) di quaggiù.

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  5. Veramente un bellissimo post, la semplicità si intreccia con il lirismo, e trabocca un senso di pace profonda. Sembra di tornare bambini…lascia il sapore di un abbraccio forte, calmo e rassicurante.

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  6. A forza di ambire alle Cose di lassù, si finisce per desiderarle ardentemente, soprattutto dopo aver combattuto una strenua battaglia, ma è una bella “fine” desiderare e ottenere il paradiso e’ quella che hanno fatto tutti i Santi. Una pagina ricca di Vita Eterna, GRAZIE, ma ancora dovrai accumularne parecchi, prima di andare in pensione, qui c’è tanto lavoro per te carissimo Don Fabrizio.

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  7. Salvare, salvare qualcosa; salvare qualcosa del nostro tempo, per il tempo in cui non saremo mai più:
    La dolcezza e l’emozione per le labbra che per la prima volta si posarono sulle mie labbra
    L’attesa gioiosa mentre mia madre porta a tavola il suo piatto migliore
    L’odore del legno che emanava la bottega dello zio falegname
    La libertà spensierata di un tuffo dallo scoglio più alto nell’acqua trasparente, dell’andare in bicicletta nel vento, dello sciare lento, in solitudine, in una mattina di sole con la montagna a disposizione
    Mia figlia ancora piccola che la domenica presto viene a infilarsi nel lettone e restiamo così in un tutt’uno che sembra non debba separarsi mai
    Lo stupore per ogni incontro inaspettato con la bellezza… quella volta a Vienna di fronte a Il bacio di Klimt… a Napoli davanti al Cristo velato
    Quel misto di ammirazione, gratitudine, appagamento provato in ogni occasione in cui ho avuto il privilegio di assistere al talento assoluto… Nureyev… Eduardo…
    Il sorriso che si regala in cambio di un gesto spontaneo, disinteressato, gratuito
    L’essere perdonati ma ancor di più l’esperienza di perdonare
    Don Mario contento mentre ci si prende tutti per mano e per un attimo
    infinito
    l’umanità mi pare possa volersi bene.

    da SERA QUASI NOTTE (manuale per ingannare l’attesa)

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  8. Pingback: Quando — La poesia e lo spirito | chiacchiere pedagogiche

  9. Quando sarà tutto finito?
    Scusate ma non riesco a seguire il discorso. La fine per noi non arriva, se ci crediamo ovviamente.
    La nostra più che una fine è un ritorno dopo un lungo pellegrinare. Siamo stranieri perché la nostra patria è altrove.
    Mi piace ricordare questo bel passo della lettera a Diogneto (testo anonimo del II secolo) che descrive i cristiani:
    “ …Non abitano città proprie, né usano un gergo che si differenzia, né conducono un genere di vita speciale. La loro dottrina non è nella scoperta del pensiero di uomini multiformi, né essi aderiscono ad una corrente filosofica umana, come fanno gli altri. Vivendo in città greche e barbare, come a ciascuno è capitato, e adeguandosi ai costumi del luogo nel vestito, nel cibo e nel resto, testimoniano un metodo di vita sociale mirabile e indubbiamente paradossale. Vivono nella loro patria, ma come forestieri; partecipano a tutto come cittadini e da tutto sono distaccati come stranieri. Ogni patria straniera è patria loro, e ogni patria è straniera”.

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