Commedia ubriaca. Nicola Vacca e il “Dio del Massacro”.

Abbasso la realtà, viva la realtà. L’ultima fatica poetica di Nicola Vacca, Commedia ubriaca (Marco Saya Editore, 2017), può risultare ad una lettura immediata troppo cupa e disperata. Ho dovuto  rileggere più volte questi versi scarnificati di ogni consolazione umanitaria, per cercare di comprendere l’origine di questa coazione alla caduta, per cogliere il ritmo di questa sinfonia del dolore e del fallimento di ogni “umanitarismo”. Non trovo le parole/ per amputare il gesto/ che porta con sé il sangue del massacro./ Non trovo nessun dio/ che possa lenire il dolore/ di cui siamo maestri./ Non trovo più niente/ dove il vuoto è diventato l’impero dei giorni. Alla fine credo di aver trovato il codice segreto di questa opera “disumana”, idoneo a disvelarla all’opposto in tutta la sua umanità più sincera. Questo è il “principio di realtà”, che lo stesso autore, forse anche inconsciamente, afferma in un suo verso.

“Io credo nel dio del massacro. È il solo che governa, in modo assoluto, fin dalla notte dei tempi”, afferma uno protagonisti dell’omonima opera teatrale di Yasmina Reza – da cui Roman Polanski ne ha tratto il film Carnage. Una coppia di genitori molto “civili” si incontra per risolvere una disputa sorta tra i rispettivi figli, ed invece essi si lasceranno andare ad un inaudito scontro verbale tutt’altro che urbano, ad un vero e proprio “massacro” (virtuale) del loro perbenismo umano, sociale ed intellettuale. Sembrerebbe appunto che qualsiasi tentativo di dialogo autenticamente umano sia diventato impossibile, irragionevole. Ogni giorno si ripete/ la morte di tutto nei corpi./ In nome di parole cosiddette sacre/ e di un dio capovolto/ si consuma la mattanza  d’innocenza. Scopro dunque la (una) chiave di lettura di questa opera “in nero” di Nicola Vacca, così chiaramente riconducibile ad un altro autore dello “squartamento”, Emil Cioran, sul quale, non ha caso, egli ha concentrato da diversi anni tutta la sua dedizione di critico letterario.

Il “massacro” borghese tuttavia è il meno indolore. E’ quasi una finzione, una “baruffa teatrale”, tanto alla fine tutto si sistema con una stretta di mano ipocrita, con un ristoro materiale. I massacri veri sono altrove. I massacri veri erano altrove. Ed ecco che è avvenuto il corto circuito che, almeno, ci ha destati dal sonno della nostra civiltà. Un’altra civiltà, diversa dalla nostra ci ha fatto conoscere la paura “vera”. Le porte si chiudono/ la paura blinda le finestre/ il terrore è nelle nostre gambe/ che hanno paura di camminare. La violenza del terrorismo, con un costo altissimo, ha prodotto l’effetto antropologico di ridare “pathos” alla morte, come direbbe Vittorino Andreoli. Di rischiarare la foschia tra reale e virtuale, di svegliarci e renderci vigili. Se mi perdonate l’azzardo, “l’ammazzatoio” poetico di Nicola Vacca produce, intende produrre lo stesso effetto di “risveglio”, di conduzione alla realtà dove il male è il male.

È ubriaca la commedia/ che recitiamo da sobri/ in un apparente stato di quiete. I poeti hanno il compito di svegliarci. Più di altri, loro sono capaci di questo esorcismo, perché i poeti non sono innocenti/ perché sanno che la poesia è un’occasione persa/ come la vita che ogni essere spreca/ quando uccide ciò che ama. Sì, loro sanno bene cosa significa “uccidere ciò che si ama”. Soltanto loro, infatti, sanno parlare di amore. Soltanto loro portano il segreto che le più belle poesie d’amore si scrivono a Parigi. Per questo solo loro possono salvarci.

Nell’attualità oscena delle cose/ sono un testimone precario./ Nessuna certezza mi conforta/ rubo vita a un esistere che si distrugge/ e mi lascio andare a un mondo/ che non è più uno spettacolo./ Lascio volentieri ai cretini dell’utopia/ i colori pastello di una terra che non esiste./ Gli occhi sullo sfacelo bisogna tenerli aperti/ altrimenti l’ennesima bugia ci ucciderà.

Pasquale Vitagliano

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...