Pesi


Se ognuno sapesse quanto pesa sugli altri, proverebbe un desiderio di sparire. Sarebbe utile stimare, con un’apposita bilancia, il carico di aggressività, di incomprensione, di volgarità, di mancanza di tatto che incombe quotidianamente sul genere umano. Di fronte alle cifre precise di un imparziale tabulato, immaginando i nostri simili e noi stessi tramutati in bestie da soma, avvertiremmo un senso di pietà e di fratellanza, come avviene, a volte, in tempo di guerra.
Ogni mattina, invece, come niente fosse, scarichiamo sulle spalle degli altri tonnellate di rifiuti tossici, senza l’ombra di un rimorso.
Ci sono casi in cui ciò è perseguito con malizia, come fosse una sorta di sfogo personale, una riparazione d’ingiustizie, di torti subiti, magari, nell’emisfero opposto, ma che importa? L’essenziale è che qualcuno paghi, che la sofferenza si diffonda, perché una volta ferito, non accetto che ci sia chi possa uscirne illeso, più felice di me, o meno disperato.
Proporrei una scienza sociale dei fardelli spesso insopportabili che ci scambiamo con larghezza; esperti in materia potrebbero configurare i diagrammi di una coppia, di un giro di amici o di parenti, di un luogo di lavoro.
Osservando quei grafici potremmo essere presi da un tardivo pentimento, spremeremmo una lacrima quasi controvoglia, come se ammettere quanto siamo pesanti fosse l’operazione più incongrua e stravagante che un essere umano possa concepire.

3 pensieri su “Pesi

  1. …e non e’ che ci dobbiamo sforzare molto in questo esercizio; durante tutta la giornata siamo in continuo allenamento,
    in quella eterna competizione per la”vittoria finale”….《mors tua vita mea!》
    …e Requiescat in pace!

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  2. Miracolosamente a volte invece accade che, nonostante ci sentiamo inutili e pesanti, alcune persone vengono a ringraziarci perché con il semplice nostro esserci abbiamo fatto del bene, magari dimezzando il peso di una brutta situazione di vita. Insieme tutto diventa meno pesante.

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  3. Stamattina, poco prima di arrivare sul posto di lavoro, mentre ero al solito bar, a bere il solito caffè, leggevo e meditavo su questo post, quando lo sguardo si è posato su una donna di una certa età, sola, che addentava felice la sua ciambella fritta; ho pensato a quanto peso potesse scaricare su qualcuno della sua famiglia, qualora ne avesse una….sai come sono i vecchi…., mi sono chiesta se avesse gradito una compagnia al suo tavolo, un saluto, un sorriso, magari con qualcuno vicino avrebbe iniziato a raccontare la sua vita con tutti i suoi problemi. Chissà per quanto sarà rimasta seduta lì, forse un’amica l’avrà raggiunta per condividere il sacco da riempire o più semplicemente un momento di beata solitudine sarà stato il suo rifugio d’oro.
    Non lo saprò mai, ma voglio vedere il bicchiere mezzo pieno: il mio tempo è scaduto in pochissimi minuti e fra l’altro il caffè era macchiato freddo.

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