Letture


La Bibbia è un libro strano. Ti perdi facilmente nei meandri delle storie, come fosse un bosco di cui non conosci la densità e l’ampiezza, e l’unica bussola resta un sentiero che a volte è nitido come una strada di campagna, altre è quasi nascosto dai rami, dalle foglie, per cui sei tentato di uscirne, di tornare indietro.
Ti viene da pensare che tu l’avresti scritto con un taglio diverso: ti saresti affrettato, per esempio, a eliminare le parti sulle norme pedanti della Legge, o quelle in cui è descritta la costruzione del tempio, con la minuzia di particolari che ti strizza pensieri e sentimenti scatenando, ancora una volta, un desiderio di fuggire.
Ma poi ti dici no, cosa ti salta in mente, questo è un libro ispirato, non puoi mica pensare di correggerlo con la matita rossa e blu. Ti ricordi dello scherzo crudele che fecero a una casa editrice a cui proposero “L’uomo senza qualità”, di Robert Musil, cambiando i nomi di qualche personaggio: ricevettero un rifiuto senza appello.
C’è qualcosa che sfugge, nella grandezza vera. Dio si nasconde nelle cose di ogni giorno, incluse la noia, l’indifferenza, quel senso insopprimibile di ribellione che ti afferra in momenti che non avresti immaginato di affrontare.
Anzi, a pensarci, la massima presenza di Dio si rivela nella terra polverosa del Calvario, imbevuta del sangue che colava come il sudore appiccicoso di una calda estate.
Nel grido dell’abbandonato, nel rantolo esausto del morente, la parola di Dio deposita la traccia più profonda, il senso che intravedi al di là dell’ultimo ostacolo da cui vorresti evadere, dell’ultimo nemico, che è la morte.

4 pensieri su “Letture

  1. Vero,la Bibbia è proprio un libro strano;
    soprattutto per chi come me non è poi così acculturato!
    Hai voglia a leggere e rileggere, tra rimandi,sacerdoti,re e profeti!… […è un viaggio tra sponde sempre rinnovate, eppure umore da un filo d’oro. ..](cit.d.F.)
    anche ‘concentrato concentrato’ ,non riesco neppure a mettere insieme ‘GENESI E APOLCALISSE’,anche se ho capito che sono “capo e coda”dell””OPERA””.
    Però, alla fine, per non saper né leggere e né scrivere, io, non so voi, per quanto mi riguarda…
    mi fido… sulla “PAROLA” !!!

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  2. Al di là del porto

    c’è solo l’ampio mare…

    Mare eterno assorto

    nel suo mormorare…

    Come è amaro stare

    qui, amore mio…

    Guardo il mare ondeggiare

    e un leggero timore

    prende in me il colore

    di voler avere

    una cosa migliore

    di quanto sia vivere…

    F. Pessoa

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