Caro amico ti scrivo


Pensavo al tempo in cui è stata inventata la scrittura. Come hanno fatto, prima? È immaginabile un mondo senza segni di comunicazione con cui rivolgerti a vicini e lontani? Tutto diventa angusto, claustrofobico; t’intrattieni con la persona che hai davanti, condividete qualcosa, cercando di memorizzare il più possibile: anche se il tema è coinvolgente, non puoi prendere appunti, archiviare dati che prima o poi potrebbero servirti. Il cervello ritiene, a livello cosciente, solo una certa quantità di materiale; il resto sprofonda nell’inconscio, e farlo riapparire è un terno al lotto.
Senza scrittura, si perde un’infinità di sfumature: un racconto orale punta al nocciolo della questione, si focalizza sul senso principale, facilita il lavoro dei neuroni, che immagazzinano l’insegnamento, la testimonianza, la morale. La scrittura, invece, indugia nei dettagli, evidenzia chiaroscuri, trovando così strade impreviste, significati insospettati, ai quali, all’inizio, non avresti mai pensato.
Lo scrittore non decide in anticipo come riempire la sua pagina; il suo compito non è trascrivere, ma lasciarsi portare da qualcosa che affiora da dentro, dall’inconscio, in cui tutto il non scritto, il mai annotato, cresce e si moltiplica in miti, simboli, immagini archetipiche. Il primo a sorprendersi di ciò che ne è uscito è proprio lui.
Dovremmo essere grati a chi ha inventato la scrittura: ha fatto un ulteriore passo verso l’immagine e somiglianza al Dio creatore, sempre identico a sé stesso e sempre nuovo. Senza scrittura, ripeteremmo le stesse parole, ci affanneremmo con gli stessi gesti, rivolteremmo nella mente gli identici pensieri.
L’abbiamo scampata bella, grazie a Qualcuno che non ha scritto nulla, se non qualcosa, in terra. E nessuno ha mai saputo cosa.

5 pensieri su “Caro amico ti scrivo

  1. Per quel QUALCUNO,era stato già scritto tutto;
    Non ha mai pensato una sola volta di cambiare i TESTI.
    Anzi,una volta ci ha pensato,quella volta al “Get Shemanin”…ma poi ha scelto:
    “”Non come voglio Io…ma come è già scritto o PADRE”

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  2. Mi torna in mente il tuo libro “E’ la scrittura, bellezza!”.
    Bellezza che forse andrebbe riscoperta nelll’ epoca della comunicazione elettronica, dove per certi versi stiamo perdendo importanti elementi che hanno caratterizzato la cultura scritta.

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