Il mare è il mare


Da bambino è tutta un’altra cosa: vedi il mondo per la prima volta, le sensazioni sono vive, nitide, non contaminate da alcun pregiudizio sociale o culturale. Una montagna è una montagna e il mare è il mare. Soprattutto, non si tratta di frammenti separati, non sono i fine settimana degli adulti, impegnati a cancellare lo stress del lavoro, l’incompatibilità con i colleghi, l’insoddisfazione della vita. In questo modo, la realtà è sempre antagonista, ogni luogo combatte con un altro, prende il sopravvento o ne è sconfitto. Il dolore che avvertiamo ha a che fare con lo sgretolamento degli atti e dei pensieri, con un puzzle esploso che è arduo ricomporre. Siamo ostili con gli altri perché siamo nemici di noi stessi: ogni parte è in guerra con un’altra e non sappiamo nemmeno per quale di esse parteggiare.
Il bambino non funziona così: vede un albero e d’istinto si avvicina, lo accarezza; parla con un fiore, chiama amiche cose che si odiano, come canta Lorca.
Come riattingere questa condizione?
Gregorio Palamas, teologo e mistico del quattordicesimo secolo, ritiene che l’essenza della preghiera sia l’unione dell’essere con il suo Creatore. Ciò avviene “quando le sue azioni vanno oltre le passioni e i pensieri passionali, mediante l’ardente contrizione. Finché la mente è soggetta alle passioni, l’unione con Dio non è possibile”. Aggiunge che il credente, “nella misura in cui rifiuta i pensieri passionali, acquista la contrizione. In proporzione alla contrizione riceve il conforto misericordioso e, permanendo con umiltà in questi sentimenti, riuscirà a trasformare la parte concupiscibile dell’anima”.
Dunque, per tornare bambini, basta pentirsi dei peccati. In quel momento, la montagna è di nuovo la montagna, e il mare è il mare.

3 pensieri su “Il mare è il mare

  1. Ora comprendo meglio come con un granello di Fede si possa spostare “la montagna” …che non riusciamo a scalare per arrivare a LUI;
    ..e camminare sulle acque di quel mare in tempesta che ci fanno annegare nella miseria del nostro concupire;
    se veramente,nella Fede,crediamo che quella Mano è lì, pronta a risollevarci dai flutti tempestosi della nostra caducità.
    Grazie d. F.
    Il Sacramento che ci riconcilia ci ridona il candore dell’infanzia.

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  2. “Finché gli sforzi dello spirito sgorgano in noi spasmodicamente, ora da una parte ora dall’altra, rimangono privi di vita. Ma quando la potenza superiore della grazia divina, inondando lo spirito, riconduce all’unità tutti questi intrecci di sforzi dispersi, allora si accende il fuoco della vita spirituale.”
    San Teofane

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