In cammino verso la Marca gioiosa (VI)

di Roberto Plevano

Il giorno 7 settembre 2017 esce il romanzo Marca gioiosa, per i tipi Neri Pozza. La poesia e lo spirito ospiterà per alcuni settimane testi del materiale preparatorio.
In questa esposizione, si fa conoscenza con alcuni aspetti della teologia catara del XIII sec.

Impii autem quasi mare fervens,
quod quiescere non potest,
et redundant fluctus ejus in conculcationem et lutum.
Non est pax impiis, dicit Dominus Deus.

Gli empi sono come un mare agitato
che non può quietare
e le cui acque portan su melma e fango.
Non c’è pace per gli empi, dice il Signore.

 
Un silenzio prolungato, il vecchio chiuse gli occhi.

«Ascolta. Un re volle fare i conti con i suoi servi. Fu portato uno che gli doveva diecimila talenti. Non avendo costui di che restituirgli, il padrone ordinò che fosse venduto con la moglie e i figli e quanto possedeva, e saldasse così il debito. Allora quel servo, gettatosi a terra, lo supplicava: Signore, abbi pazienza e ti restituirò tutto. Avuta pietà del servo, il padrone lo lasciò andare rimettendogli il debito. Appena uscito, quel servo trovò un altro servo come lui, che gli doveva cento denari e lo prese per il collo: Paga quel che devi! Il suo compagno, gettatosi a terra, lo supplicava: Abbi pazienza, ti rifonderò il debito. Ma egli non volle e lo fece gettare in carcere, finché non avesse pagato il debito. Al signore fu riferito tutto l’accaduto. Allora fece chiamare quell’uomo e gli disse: Servo malvagio, io ti ho condonato tutto il debito perché mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te? E lo diede in mano agli aguzzini, finché non gli avesse restituito tutto il dovuto.»

«Diecimila talenti, – interruppe la donna – è molto denaro? Quante giornate di lavoro?»

«Non ti basterebbero i giorni di una vita di questa terra. Questo avete ascoltato: il re è il Dio celeste, che perdona l’offesa subita. Il servo che deve diecimila talenti è Satana, a cui è stato permesso di creare questo mondo e il primo uomo di carne. La moglie, i figli e i beni posseduti da mettere in vendita sono la sapienza astuta di Satana, gli angeli sedotti da lui e il mondo a lui soggetto. Il compagno del servo malvagio è lo spirito di Adamo: a esso viene fatta violenza da Satana e viene così imprigionato nella carne umana con l’inganno, contro la sua volontà. Anche nel racconto del buon Samaritano si insegnano le stesse cose, l’uomo che scende da Jerusalem a Gerico è lo spirito di Adamo che dalla Jerusalem celeste discende in questo mondo, mandato da Dio per vedere le opere del principe delle tenebre, i ladroni che lo aggrediscono e lo spogliano sono il sole, la luna, e le stelle di questo mondo, che sono demoni, spiriti sedotti da Satana, in origine tenebrosi, e strappano allo spirito di Adamo la luce visibile per vestirsene.»

Strano demone la luna, pensavo, dal cielo sembra invitare gli uomini a una serena melancolia e alla nostalgia di cose belle e lontane, li rende un po’ mansueti, come le perle di Benbenisti, come le notti chiare e senza vento, quando pende sopra il mare o sopra i borghi, ne disegna d’argento i contorni, pallida, tonda, triste della sua strana e impenetrabile tristezza, come un’amata perduta impossibile da dimenticare. Però allora non sapevo di pensare così, non sapevo le parole, non avevo incontrato un’amata, qualcosa mi si scioglieva dentro e tacevo e desideravo ritirarmi dalla vista di tutti, ma era un momento. Tornavo presto alla vita comune.

«Sì, il sole e la luna sono demoni, una volta al mese commettono adulterio unendosi! Nel libro di astronomia si legge del coito del sole e della luna. Le stille del coito si spargono nell’aria e sulle terre e il chiarore si spegne. E noi uomini, noi tutti, siamo stati generati da seme angelico, dal seme di Adamo, perché lo spirito di Adamo è un angelo celeste e ha diffuso il genere umano sulla faccia della terra. La carne, mio giovane, nasce dalla carne con il coito, lo spirito viene procreato dallo spirito, non è generato dalla carne. Ecco, vedi, lo spirito di Adamo è stato incarcerato da Satana nel corpo di carne, oscuro, melmoso, quando Satana gli disse: paga quel che devi! Che significa, assoggettati alla carne umana! E mentre Adamo precipitava, supplicava Satana: Abbi pazienza, lasciami andare, non rinchiudermi nel carcere di melma, ti rifonderò il debito e ti servirò a lungo, ma Satana non volle lasciarlo andare e lo chiuse nel corpo melmoso, finché non sazi la sete di lussuria con Eva, e gli restituisca tutto il dovuto, che è la libidine.»

Un pensiero su “In cammino verso la Marca gioiosa (VI)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...