Immagine e somiglianza


Ieri è venuta a confessarsi una ragazza che ha tentato per due volte il suicidio. Era scossa, i nervi fremevano ancora per l’uscita dall’ennesimo gorgo. Non aveva nessuno con cui confidarsi: la madre, la sorella e la zia non volevano vederla. Di fronte a situazioni come queste, c’è un momento di panico: il tempo è sospeso, lo spazio si restringe, fino a prendere la forma di un imbuto. I sentimenti all’ingrosso sono inutili, perché non passano nel tubo troppo stretto. Occorre qualcosa di leggero, di liquido, magari: una lacrima, forse, è l’ideale. Piangete con chi piange, raccomanda san Paolo. È la scuola elementare dell’ascolto, da includere nell’istruzione obbligatoria. Ma in questo, spesso, restiamo analfabeti.
La ragazza mi guardava, attendendo un’assoluzione o una condanna. O forse no: desiderava, di certo inconsciamente, che le dicessi l’unica parola capace di distoglierla per sempre dal suo triste proposito.
Davanti a me, nascosta, c’era l’immagine di Cristo: la tengo sempre lì, cercando in quegli occhi le soluzioni sconosciute all’uomo, essere diviso fra la terra e il cielo, e per questo esposto a dubbi laceranti. Anche il confessore è in bilico fra il consiglio umano e lo scatto verso l’alto, o l’Altro, che è lo stesso.
Cristo, dunque, era lì, davanti a me. Pregando, ho compreso che non mi chiedeva di pronunciare frasi, ma di compiere un gesto: dare quel Volto a lei, per metterle di fronte la sua vera immagine, la somiglianza con chi non toglie la vita, ma la dà. Confidati con Lui, le ho suggerito. Lei mi ha sorriso, mi ha regalato un “grazie” di sorpresa, ed è uscita incontro al suo futuro.

9 pensieri su “Immagine e somiglianza

  1. Aprire la giornata,
    Aprire “lpels”
    leggere il racconto di una vita travagliata
    pensando che sicuramente non sarà l’unico caso,e non sempre riescono a trovare questa ultima “spiaggia” prima di abbandonarsi alla “scura falce” che miete grano e zizzania insieme!.
    E trovare finalmente dove andare a rifugiarsi,dove trovare consolazione alle tragedie di un vissuto che sta logorando un’esistenza.
    E davanti al VOLTO della “VITA NUOVA”
    riesci,nella Fede, ad aggrapparti all’ultimo filo sottile di Speranza; diventerà la gomena che ti ancorera’ alla ‘nuova vita’.
    La scelta di morire,come soluzione, non è rendersi liberi,ma schiavi di tutto ciò che ci ha allontanato dalla VERITÀ.
    “La libertà sta nell’aderire alla Verità”
    Scegliere,COLUI che è la VIA,LA VERITÀ, la VITA, non farsi scegliere dalla morte!

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  2. “””””Occorre qualcosa di leggero, di liquido, magari: una lacrima, forse, è l’ideale. Piangete con chi piange, raccomanda san Paolo. È la scuola elementare dell’ascolto””””
    Hai ragione, Fabrizio. Spesso sconosciamo questa “forma elementare dell’ascolto” eppure in cuor nostro desideriamo che tutti coloro che ci circondano la conoscessero.

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  3. Preghiamo perché in questa lotta con il maligno, Gesù regni sempre nei nostri cuori.
    La nostra madre ci insegna a pregare sempre e anche che è proprio questa nostra più forte arma.
    Ma ieri ci hai fatto riflettere su un argomento: “parliamo DI Dio e no CON Dio”, fare qualche chiacchierata con Lui ci fa bene senza dubbi, e mi ha colpito qualcosa che ci dicevi molto interessante, fare un piccolo test,
    se io amo Dio, non sono triste e cosi vedo la vita come un dono o come una nuova possibilità ogni giorno. Anche se amandolo….a volte il cammino …. si fa molto ripido e mi siedo senza forze perché penso di non farcela e credo di essere sola.
    Ieri mi sono commossa quando dicevi che Gesù soffre perché non lo vediamo!!!!!.
    Che cicli viziosi noi creiamo da soli, quanto siamo complicati.
    Perché amare e ser amati è segno.di debolezza per un mondo pieno di furbizia e di violenza dove ci porta a chiuderci per proteggerci invece di aprirci

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  4. La ragazza del confessionale,
    chi commenta sul blog,
    chi ASCOLTA all’omelia.
    chi partecipa a “lectio e catechesi”
    chi ti cerca….” puro solo pe’ ‘n caffe’…”
    Credo proprio che si!
    Credo proprio che Il Signore ci abbia messo in ”buone mani”….

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  5. Chissa’ quante volte, quella ragazza, avrà sentito parlare di Gesù. Diverso e’ quando l’invito a confidare in Lui scaturisce da un connubio di Presenza, preghiera e Grazia. Il sacerdote ha un peso notevole anche nella sua dimensione umana, e quando  prega per un penitente, nel confessionale, credo che il Sacramento venga fortemente potenziato, perché unisce il suo limite, alla presenza misteriosa di Gesù, tutto va come offerta gradita a Dio. Lo Spirito Santo farà il resto e aprirà il varco verso il Padre. Grazie, per questo grane dono.

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  6. Vita, vita

    Non credo nei presentimenti e dei segni
    non ho paura. Né la calunnia né il sarcasmo
    io fuggo. Nel mondo non c’è la morte.
    Tutti sono immortali. Tutto è immortale.
    Non bisogna temere la morte né a diciassette anni
    Né a settanta. Esistono solo la realtà e la luce,
    in questo mondo non ci sono né buio né morte.
    Noi tutti siamo già sulla riva del mare
    ed io sono tra quelli che tirano le reti
    mentre passa a branchi l’immortalità.

    A. Tarvkoskji

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  7. Nel post precedente il poeta ci aiuta a capire…”essere medium..”la preghiera..la natura..il pensiero riposato,ci mettono in condizione di ascolto,di quale gesto ,di quale”tocco”c’è bisogno ..essere medium,non divisione,ma connessione fra cielo e umanità .

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