La firma


A proposito di piaceri legittimi, ricordo quando provai l’abbinamento mascarpone-marmellata di castagne. La vita, infatti, non è solo Colombo convinto di approdare alle Indie mentre scopre l’America, ma è anche imbattersi in un gusto nuovo, in una vista che riesce sorprendente, in un tocco terapeutico, come accarezzare un gatto o sollevare l’Ostia che guarisce il male.
In questo senso, l’Eucaristia è il paradigma di ogni sensazione collegata col profondo, il ponte fra l’esterno e l’interno, il cunicolo segreto che conduce alla settima stanza, dove abita Dio. Se non mettiamo in contatto le cose con questa Presenza misteriosa, rischiamo la dispersione della nostra identità. È il centro che dà senso alla periferia; per questo, ad esempio, una pastorale della strada, dei poveri e degli emarginati, che non prenda le mosse dall’incontro con lo sguardo di Gesù, è destinata a fallire: che se ne fa, un disadattato, della mia faccia da pesce lesso? Ma se incontra gli occhi di Cristo, ecco che la sua esistenza si riorganizza dall’interno, ritrova il filo d’oro che aveva perduto chissà come, e chissà quando.
Il mascarpone e la marmellata di castagne mi possono salvare, se lascio che il gusto percorra la strada che dal palato arriva al cuore. Non c’è niente, al mondo, che non possa convertirmi, che non mi faccia leggere, tra una riga e l’altra, la firma inconfondibile di Dio.

2 pensieri su “La firma

  1. ” Non c’è niente, al mondo, che non possa convertirmi”.
    Parole sante che si sono rivelate verissime per tanti Santi.
    La pretesa assoluta di sapere che certe circostanze siano assolutamente da evitare, questa, a mio parere, la via certa per la perdizione.
    La fede nel progetto non nel destino.

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  2. “Accende lumen sensibus”, questo passo del Veni Creator Spritus mi colpisce tanto, e la traduzione comune, “sii luce all’intelletto”, non rende affatto secondo me la forza del senso originale.
    E’ proprio attraverso i sensi esteriori, finestre indispensabili sul mondo, che si può arrivare ad “accendere” quelli interiori, che senza i primi non potrebbero mai essere sperimentati.
    Grazie per avercelo ricordato in un modo così bello!!

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