Quando cadono le stelle


di Franz Krauspenhaar

Un andamento circolare, una prosa asciutta piena di porosità, la capacità rara di immedesimarsi nel personaggio che si sta trattando, quasi come fa l’attore dell’ Actor Studio calandosi nel ruolo, indossandone anima e corpo. Serino, con questo suo romanzo di destini reali, con questa prova di coralità e di orchestra, dimostra di non essere solo il critico “rock” e “fuori controllo” delle nostre lettere, ma di saper maneggiare una narrazione a più voci, dunque a più narrazioni, come se percorresse letterariamente le corsie di un’autostrada californiana, sopra e sottoelevate.
Romanzo complesso e scritto, a seconda del personaggio in questione, in prima o in terza persona, “Quando cadono le stelle” si propone di raccontare storie realmente accadute come capitoli unici di un unico grande romanzo sulla grandezza, il genio e la fine. Lo scrittore ricorda infatti perlopiù le fini, gli ultimi momenti, o le crisi sentimentali – come quella di JD Salinger e Oona O’Neill- ma insomma è affascinato fortemente, in una passione inesorabile, dalla caduta. Il suo narrare è sorprendente perché è come se fosse per altre vie il girato di un film a episodi, ciascun episodio confezionato con lo stile di un regista diverso. Ho avuto la netta impressione, leggendo, che Serino abbia voluto scegliere i personaggi che sentiva di più, proprio in qualche modo aderirgli, e li sentiva talmente tanto che anche la sua scrittura ha preso la piega di quelle vite e di quegli stili, perlopiù di scrittori; gente geniale e a volte sfortunata – dopo essere passata per i lussuosi corridoi della gloria- che in modo naturale sono entrati nel suo romanzo per rimanere nel suo cuore vivo, tra le pieghe della sua sensibilità. Serino è una sorta di critico-poeta maledetto, e se finora non ha mandato alle stampe nessun libro di poesie, la poesia stessa è comunque presente nella sua vita perché egli la sa riconoscere e ne è impregnato nel suo vivere. Il dolore è il centro potrei dire esatto della poesia, e l’autore vi si può riconoscere come in uno specchio, a volte deformato; e dunque la poesia egli la segue e in ultima analisi la fa, seppure usando i mezzi più diretti e comprensibili della prosa. I personaggi trattati sono spesso se non sempre, come detto, dei geni, come Picasso, o Hemingway, che si rivolge in un monologo interiore alla moglie Mary prima di suicidarsi, o Salinger che racconta, da ragazzo benestante, dei suoi sogni e delle sue aspirazioni di scrittore appena “cominciato” e parallelamente del suo amore finito male per Oona O’ Neill, la bellissima figlia del premio Nobel della Letteratura Eugene, la quale finirà tra la braccia di un Charlie Chaplin in odore di senilità. In questa girandola di passione letteraria e sentimentale tutto fatalmente si intreccia, tutto diventa materiale letterario, perché l’arte è un intreccio senza fine, complicato e inestricabile. Particolarmente belli i ritratti di un Kafka che parla col suo Gregor Samsa dopo la metamorfosi, e soprattutto di un Poe giunto alla fine della sua breve corsa, giunto all’ultima stazione di rifornimento alcolico, giunto al suicidio per ebbrezza terminale. La descrizione degli stati di allucinazione provati prima della fine sono efficacissimi e spaventevoli, e dunque anche qui Serino indossa la giacca scomodissima del suo personaggio fino alle estreme conseguenze. Poi c’è Rosemary Kennedy, la sorella di John, che ebbe un destino atroce, fatta lobotomizzare dal padre perché adolescente iperattiva che, così temeva il padre Joseph, avrebbe potuto svergognare la famiglia più ambiziosa d’America. Se Joseph voleva calmarne i bollenti spiriti, il medico che la operò ridusse la povera Rosemary nello stato psichico di una bimba di non più di due anni. In tutti i ritratti la mano dell’autore spinge anche verso un autoritratto traslato, dato il sentire dell’autore verso i personaggi, suoi ma soprattutto patrimonio dell’umanità. Ma questo entrare a passo di leopardo nelle storie narrate non è mai invasivo, ma semplicemente pulsa forte come un cuore nella scrittura appassionata. Il finale non ve lo racconto, è un colpo di mano e di grazia che mi ha ricordato un certo Fellini.

Gianpaolo Serino, Quando cadono le stelle, Baldini & Castoldi, pag. 220 euro 15, 2016.

2 pensieri su “Quando cadono le stelle

  1. Grazie a tutti e due, Serino e Franz! In particolare faccio festa a Franz che torna a leggere e recensire con l’acutezza che gli conosciamo. Bentornato! Cominciavo a temere che le vicissitudini cardiache ti avessero rinchiuso in un recinto di medicine e fisioterapia. Questa rece segna il tuo rientro a tutto campo. (A proposito di campo: sarà Spalletti il redentore?)

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