Simeone


“Perché siano svelati i pensieri di molti cuori”. Sempre intriganti le parole che il santo profeta Simeone rivolge a Maria, mentre gli porge il suo Bambino al Tempio.
Sarebbe singolare indovinare ciò che la gente pensa al di là di paure o convenienze, prudenze o ipocrisie. In paradiso non avremo segreti, perché non ci sarà alcun motivo di ricorrere a meccanismi di difesa. È sulla Terra che ci barcameniamo tra l’una e l’altra posizione, parliamo alle spalle, ci giostriamo in modo da uscirne col vantaggio di chi non si è rivelato fino in fondo.
Simeone parla chiaro: con Gesù le cose cambieranno. Ma tutto è rimasto come prima.
I santi hanno spesso un carisma tecnicamente definito “cardiognosia”. Il significato s’intuisce: la conoscenza del cuore. San Pio da Pietrelcina cacciava i penitenti prima che accusassero i peccati. Gesù stesso, nel Vangelo, di frequente dà prova di conoscere i pensieri occulti dei suoi interlocutori. Una minaccia?
Personalmente, ritengo non ci sia niente di meglio di qualcuno che ti legge dentro. La nostra aspirazione, più o meno consapevole, è trovare chi comprenda chi siamo senza doverglielo spiegare, andando al di là di blocchi e ritrosie, della paura di esporsi, di soffrire.
“Perché siano svelati i pensieri di molti cuori”. È bello che il Signore abbia trovato un antidoto alla mancanza di coraggio, alla nostra incorreggibile sfiducia nei benefici della verità.

4 pensieri su “Simeone

  1. Signore, tu mi scruti e mi conosci,
    tu sai quando seggo e quando mi alzo.
    Penetri da lontano i miei pensieri,
    mi scruti quando cammino e quando riposo.
    Ti sono note tutte le mie vie;
    la mia parola non è ancora sulla lingua
    e tu, Signore, gia la conosci tutta.
    Alle spalle e di fronte mi circondi
    e poni su di me la tua mano.
    Stupenda per me la tua saggezza,
    troppo alta, e io non la comprendo.
    Dove andare lontano dal tuo spirito,
    dove fuggire dalla tua presenza?
    Se salgo in cielo, là tu sei,
    se scendo negli inferi, eccoti.
    Se prendo le ali dell’aurora
    per abitare all’estremità del mare,
    anche là mi guida la tua mano
    e mi afferra la tua destra.
    Se dico: «Almeno l’oscurità mi copra
    e intorno a me sia la notte»;
    nemmeno le tenebre per te sono oscure,
    e la notte è chiara come il giorno;
    per te le tenebre sono come luce.

    Sei tu che hai creato le mie viscere
    e mi hai tessuto nel seno di mia madre.
    Ti lodo, perché mi hai fatto come un prodigio;
    sono stupende le tue opere,
    tu mi conosci fino in fondo.
    Non ti erano nascoste le mie ossa
    quando venivo formato nel segreto,
    intessuto nelle profondità della terra.
    Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi
    e tutto era scritto nel tuo libro;
    i miei giorni erano fissati,
    quando ancora non ne esisteva uno.
    Quanto profondi per me i tuoi pensieri,
    quanto grande il loro numero, o Dio;
    se li conto sono più della sabbia,
    se li credo finiti, con te sono ancora.

    Se Dio sopprimesse i peccatori!
    allontanatevi da me, uomini sanguinari.
    Essi parlano contro di te con inganno:
    contro di te insorgono con frode.
    Non odio, forse, Signore, quelli che ti odiano
    e non detesto i tuoi nemici?
    Li detesto con odio implacabile
    come se fossero miei nemici.
    Scrutami, Dio, e conosci il mio cuore,
    provami e conosci i miei pensieri:
    vedi se percorro una via di menzogna
    e guidami sulla via della vita.

    Salmi 139

    Mi piace

  2. Interpretare, tradurre è un compito difficile tanto che a volte, seppure senza volerlo, si rischia di cadere nell’errore del giudizio; ma c’è Chi ci capisce/ conosce, anche se non proferiamo parola o se non siamo così abili nel farci comprendere; opportunità questa che ci viene donata, da accogliere in piena libertà.
    Proprio perché “siamo”.

    Mi piace

  3. Non chiedere

    Non chiedere alla foglia di non muoversi.
    Non può… c’è il vento!
    Non chiedere al sole di rimanere immobile.
    Non può… c’è la notte!
    Non chiedere all’uomo di vivere in eterno.
    Non può… c’è la morte!
    Non chiedermi di non amarti.
    Non posso… ti ho vista!
    Jacques Prévert

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...