La Voce


Scrivere è prendere coscienza di ciò che siamo, attingere al pozzo dell’anima un’acqua sempre nuova, che rischierebbe di stagnare se non facessimo girare la carrucola, se il secchio non portasse in superficie, giorno dopo giorno, il tesoro nascosto.
Si può svolgere in altri modi questa operazione; lasciando, per esempio, che emergano da dentro parole, sensazioni, e permettendo ad esse di fluttuare sotto lo sguardo vigile del cuore: è l’invisibile di cui parla Antoine de Saint Exupéry, l’autore del Piccolo Principe.
Allora ci si accorge che c’è anche per noi una rosa da curare, un asteroide da scoprire, un viaggio da compiere nella costellazione di pensieri, ricordi, sentimenti, che al contatto col nostro vero Io si trasfigurano in un oggi più maturo, e dunque più vero.
L’importante è non avere pregiudizi, non forzare il senso di quanto affiora dal profondo: Dio è anche nell’inconscio, e non ammette di essere impedito nei suoi impulsi, limitato nella dote che desidera portarci, svilito nelle nozze divine che ci onora di offrirci.
Tutto questo non avrebbe senso se non ritagliassimo, durante la giornata, un angolo di raccoglimento, inviolabile da parte dello spirito mondano. Bere al proprio pozzo è l’antidoto al branco, all’omologazione di pensieri e sentimenti che è il dramma evidente dell’attualità. La vita sboccia oltre la soglia del silenzio, laddove comincia, finalmente, a raggiungerci la Voce.

2 pensieri su “La Voce

  1. Talvolta ci si può distrarre ed il nostro essere esteriore si manifesta occultando tutto ciò che di spirituale esiste nel nostro  intimo.
    E ci si propone in una espressione di noi stessi che diventa una
    interpretazione nel vivere quotidiano che non ci rappresenta nella nostra interezza;
    Non dobbiamo  manifestarci offrendosi  al prossimo a metà
    Aprirsi nella interezza del proprio essere,corpo e anima,trasparenti
    e lasciare che sia l’altro a vederti serpente che abbia ingoiato un elefante,o da cappello o a decidere cosa contiene la cassettina ,se una pecora o qualsiasi altro…a sorpresa, inconsapevole del vuoto o del  contenuto
    Mostrarsi apertamente,subito, al primo sguardo, offrendosi nella propria completezza; esercizio questo che comporta la consapevolezza di una indivisibilita’ di corpo e spirito,
    quello Spirito che Dio ci ha donato, attorno al quale,cellula dopo cellula si è costruito il nostro corpo.
    Ed ecco che questo corpo potrà crescere, anche lui,soltanto se corroborato da quel mangiare e bere che sono nutrimento e fonte
    che ci consentono di non appassire ma di poter rinvigorire quello Spirito che ci ricorda la nostra appartenenza.
    Si,bere al proprio pozzo…
    l’ importante che non  si sia inquinato!!!

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...