Ombrelli


Ci sono personaggi curiosi che è impossibile dimenticare. Io ricordo, per esempio, Agatino, l’uomo in nero – inclusi gli stivali e il cappello a larghe tese – con i suoi ombrelli enormi, colorati, che finiva sempre col lasciare a me e a don Mario. Parlava da solo, alla fermata dello 08, e sembrava non stancarsi mai dei suoi racconti. In fondo, faceva la cosa più normale: ascoltarsi. Abitudine in disuso, come quella uguale e contraria di ascoltare gli altri.
Davide era un folle molto lucido, quasi maniacale nelle sue strategie mirate a strappare qualche obolo. Quando uscì dalla droga, entrò in labirinti non meno complicati, ma lo Spirito Santo agiva clandestinamente, fino a convincerlo, prima di morire, a offrire la sua vita per il figlio che gli avevano tolto, e che lui aveva sempre sognato di riavere.
Poi c’era Katia, che sfondava la porta dell’ufficio parrocchiale e si spogliava, convinta di acquisire il diritto a un capo di vestiario della Caritas. Una volta apparve nuda in chiesa, passando quasi inosservata, scambiata forse per un armadio della sacrestia, finito lì per sbaglio.
Oggi, guardando gli automobilisti che si recavano al lavoro, pensavo a quanti di loro saranno stati tristi, arrabbiati, malinconici: eppure andavano. Immaginavo la tenerezza di Dio di fronte a tanta inconscia buona volontà.
Sì, lo Spirito Santo opera, anche a nostra insaputa, e ci guida alla meta nonostante noi, nonostante le nostre, a volte incorreggibili, stranezze.

4 pensieri su “Ombrelli

  1. Quanta serenità e fiducia trasmette questa pagina!
    Se è vero che la nostra libera adesione è fondamentale, è altrettanto vero che il Signore non si fa fermare dalle nostre “incorreggibili stranezze”…
    E’ bello pensare a un Dio che prende tra le mani ogni nodo che noi creiamo, e lo scioglie con infinita pazienza e benevolenza.

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  2. L’incapacità ad accogliere lo Spirito Santo, risiede nel cuore dell’uomo, non nella sua intelligenza o perfetta forma mentale.
    Lo Spirito Santo, va ben oltre i pregiudizi che sono alienanti per chi è più sensibile emotivamente e psicologicamente.:«Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va: così è di chiunque è nato dallo Spirito» (Gv 3, 8), ed è importante riconoscerlo nella nostra quotidianità.Sono d’accordo con NN, bellissimo e rassicurante, sapere che a nostra insaputa, agisce lo stesso e ci avvolge nonostante noi. Una bella immagine la tenerezza di Dio osserva la nostra giornata. Grazie

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  3. “Il mio ombrello, la mia amicizia! Non mi abbandona mai, non me l’ha fatta che una volta sola. Soffiava un vento tremendo; ero solo soletto a Kongens Nytorv, e per la strada non c’era anima viva, quando all’improvviso si piegò. Lì per lì non sapevo se dovevo abbandonarlo al suo destino per la sua infedeltà e diventare misantropo. Mi è divenuto così caro, che lo porto sempre con me, sia che piova o faccia bel tempo. E per mostrargli che non lo amo solo per interesse, mi metto qualche volta a passeggiare da solo per la camera come se fossi in istrada…”.[Diario-S.Kierkegaard]

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