Luigi Maria Corsanico legge Pierluigi Cappello (1967-2017)

da qui

ISOLA
PIERLUIGI CAPPELLO

Dentro Gerico, Presentazione di Giovanni Tesio, Tavola di Sergio Toppi, La barca di Babele, 8, Circolo Culturale di Meduno, 2002, pp. 63, s.i.p.
Lettura di Luigi Maria Corsanico
Antonio Vivaldi, Concerto per oboe in do maggiore RV452 – Adagio
Die Toteninsel, Arnold Böcklin

Padre, io a te
io inchiodato a te su questo scoglio
divino che conosci la tua alba
e allacci la tua potenza al fulmine
da questo culmine di spasimo
io vinto mando a te
vincitore di padri
la prora disorientata delle mie parole.
Concedi a coloro che erano ciechi
e a dismisura adesso vedono,
rotto il sigillo della fiamma,
l’ustione della carezza, il fragore
del pugno, ora che sanno
il tossico del palmo e delle nocche
ed è notte, profonda notte
a occidente di ogni immaginare
ora che le iridi conoscono
le costellazioni del dolore e del piacere;
concedi loro di sopportare
per ogni ciglio sospeso alle tenebre
al tramonto di ogni palpebra sfinita
la pronuncia dell’alba e del crepuscolo
e il rombo immenso, che sale dall’uomo.

E’ morto Pierluigi Cappello, il poeta-vasaio che sognava ‘inniò’.

Inniò è un avverbio friulano ormai caduto in disuso, formato da una preposizione e da una negazione. Significa precisamente in nessun luogo, da nessuna parte (dalle note dell’autore).

Da: “Repubblica.it” del 1º ottobre 2017, di MAURIZIO CROSETTI

“” Se c’era una cosa che veramente faceva imbufalire Pierluigi Cappello era ascoltare quella banalità, sempre la stessa: “Tu soffri tanto, tu sei su una sedia a rotelle da una vita, per forza scrivi così”. Lui ripeteva invece di essere un poeta malgrado la fragilità fisica, non grazie ad essa. L’ha spiegato a tutti per più di dieci anni trascorsi in una baracca del terremoto a Tricesimo, Udine, un prefabbricato donato dall’Austria al Friuli dopo l’ecatombe del 1976. Tra scatoloni, fotografie, matite, sigarette e bottiglie veniva ogni tanto un topo a farsi una passeggiata, oppure uno scroscio di pioggia dal tetto che non teneva più.

Pierluigi picchiava contro gli spigoli, muovendosi su quelle ruote che erano le sue gambe da quando ebbe l’incidente in moto: 16 anni lui, una promessa dell’atletica leggera, gli stessi del suo amico che morì sul colpo. “Ma sarei diventato poeta lo stesso, anzi di più, anche meglio”. “”

2 pensieri su “Luigi Maria Corsanico legge Pierluigi Cappello (1967-2017)

  1. Pingback: dal suo dimenticato angolo - ATBV

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...