Un fiore


Certe volte, ti vengono in mente i fallimenti. Ti chiedi come hai potuto compiere quel gesto, cosa ti ha spinto a pronunciare quella frase, quale oscura energia ti ha travolto in eventi da cui oggi fuggiresti. La vita è spesso un mistero inafferrabile, sul quale non abbiamo potere.
È bene non poter cambiare ciò che è stato, bere fino alla feccia il calice del male, sentirne il sapore rivoltante, il bruciore che esplode nello stomaco e ti toglie il respiro.
I Padri parlavano del penthos, l’energia potente che si oppone alle seduzioni del demonio, alla falsa bellezza del peccato. Il pentimento ci connette alla natura originaria, ci espone alla Pasqua, alla trasfigurazione che il Signore opera con la sua morte in croce. Il suo drammatico, apparente fallimento ingloba ogni nostro insuccesso, le disfatte in cui abbiamo ceduto agli attacchi del Nemico.
Solo così, pensando agli errori del passato, siamo investiti dal flusso dello Spirito, che inonda il terreno arido di una natura corrotta dal peccato originale.
Il Cristianesimo è bellezza, fiore che sboccia nel deserto, come cantava il poeta, ops!, il profeta Isaia.

6 pensieri su “Un fiore

  1. Dio non si vergogna della bassezza dell’uomo, vi entra dentro (…) Dio è vicino alla bassezza, ama ciò che è perduto, ciò che non è considerato, l’insignificante, ciò che è emarginato, debole e affranto; dove gli uomini dicono “perduto”, lì egli dice “salvato”; dove gli uomini dicono “no”, lì egli dice “sì”.[…..]
    Lì egli vuole irrompere nella nostra vita, lì ci fa sentire il suo approssimarsi, affinché comprendiamo il miracolo del suo amore, della sua vicinanza e della sua grazia.
    Dietrich Bonhoeffer

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  2. secondo uno scrittore d’Oriente, siamo fatti per il 99% di parte animale, e solo l’1% di spirito, ed è difficile per quell’1% dominare tutta quella parte di noi che segue gli istinti, le pulsioni, le passioni… Ma il guardarsi dentro e scoprirsi per quello che si è: animali, bugiardi, amanti del danaro e del sesso, ci rende con-sa-pe-vo-li, ed è proprio la consapevolezza d’essere quello che siamo in realtà, e non la costruzione inventata di noi attraverso la menzogna delle maschere destinata ai rapporti interpersonali, ci rende forti.

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  3. Io trovo interessante quello che dicono i Padri della Chiesa orientale.
    In grande sintesi, per loro la nostra vera natura va spontaneamente verso il bene, perché è stata creata a immagine e somiglianza di Dio, quindi anche gli istinti originariamente erano ordinati e andavano in quella direzione.
    L’impulso che va verso una soddisfazione sganciata da questa verità profonda è contro natura, perché non corrisponde all’identità più autentica, e la causa di questo “disordine” è il peccato originale.
    Da soli è impossibile gestire questa situazione, ma con l’aiuto della grazia e la nostra collaborazione ci si può avviare verso una graduale spiritualizzazione della materia, e dunque verso un recupero della pienezza della persona.
    E’ una visione molto ottimistica dell’essere umano!

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