Paura che non lascia senza parole

Parla, mia paura, Simona Vinci, Einaudi Stile libero Big, 2017

L’equilibrio tra paura e coraggio è uno dei lavori di accordatura costante che ciascuno di noi esercita ogni singolo giorno.

Quando si ha paura ci si sente disorientati, la vita perde il suo centro e ci si sente sbilanciati, sull’orlo di un precipizio, come la donna nella stupenda copertina di Re Falcinelli.

Simona Vinci, in dieci capitoli, ha dato una voce profonda e generosa alle sue paure, prendendoci tutti per mano; per farci capire meglio come affrontarle? Per condividere un’esperienza? Per dirci in faccia ciò che non avremmo il coraggio di chiedere, o di ascoltare, di fronte a un parente, un amico depresso o che progetta di morire? Per capire come affrontare le angosce?

L’autrice ha dato voce alle paure, ai sentimenti sepolti sotto quel tappeto dell’anima che si cerca di non spostare mai. Perché quando si sposta, vengono fuori i mostri.
La sua paura dei ragni, e l’immagine della bestia enorme che la minaccia mi ha fatto pensare alla scena finale di It, libro incentrato sulle paure e sviluppato in maniera magistrale; il capitolo sulla maternità mi ha catapultato fuori dai gruppi di mamme perfette e mi ha portato nella realtà in cui una mamma come me guarda di notte se i figli respirano; l’assunto “Tutti psichiatri di tutti” mi ha dato una speranza che forse l’empatia, prendersi cura degli altri, potrebbe in alcuni casi salvare delle vite, trasformare un’esistenza in vita, anzi.
Simona Vinci non è morbida nell’affrontare il tema; in maniera diretta ci dice, per esempio, quanto sia inutile, e controproducente davanti a una persona depressa, snocciolare frasi di tanti repertori consolatori: “Ma di che ti lamenti? Hai una bella famiglia, un bel lavoro…” o quanto la fede possa essere un rifugio, a volte.
E quanto gli incontri (con luoghi o persone) siano importanti, il più importante di tutti quello con sé stessi.

Questo libro induce a guardarsi dentro, e specchiarsi nelle parole dell’autrice e uscire rinfrancati, ma più di tutto consapevoli che la paura, la solitudine, la perdita fanno parte della vita, di tutte le vite.
Leggiamolo con calma, a voce alta, con immenso rispetto per una donna che si è offerta ai suoi lettori con grande competenza e generosità.

 

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