La miniera


La tua voce. Riconoscerla tra mille. Sapere che si trova solo dopo aver percorso il catalogo dei suoni e dei rumori, la chiacchiera stridula dell’uomo, le urla, i lamenti, la litania infernale dell’assurdo, del grottesco, del crudele. L’Io ha la faccia oscura, deformata, che si fatica a riconoscere, perché la cosa più difficile è guardare se stessi occhi negli occhi.
Ma solo calpestando i sentieri puntuti, pieni di ortiche e sterpi della vera identità si può giungere allo spiazzo verde, il lago di luce, l’oasi intangibile del paradiso. Che non è qualcosa situato in alto, ma è la luna nel pozzo, la vena aurifera che appare quando hai molto scavato, insanguinandoti le mani, e col respiro mozzo: è allora che senti la sua voce, la riconosci tra mille, è la tua, la sua, è l’intreccio d’amore che si chiama, con un nome antico, verità.

3 pensieri su “La miniera

  1. il rumore di fondo è talmente alto che non riusciamo a sentirla…ma lo Spirito intercede con gemiti inesprimibili…perseveriamo nell’invocarLo…

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  2. Auguro a chi legge queste parole di Fabrizio,di trovare e quindi conservare per sempre, la vena aurifera…

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