Il venerdì


Del dolore si può parlare all’infinito, è un pozzo senza fondo. Quello degli altri, quello nostro. Poi c’è sempre qualcosa di più facile, il discorso devia, prende strade piacevoli, meno impegnative. L’essere umano ha la tendenza a svicolare, a far finta di nulla.
Andare contro corrente è indispensabile; resistere al giro di giostra, all’omertà, all’automatica complicità nella fuga dal centro; bisogna prendere il toro per le corna, guardare l’altro negli occhi e scorgervi la sofferenza, così leggibile: come un libro, una pubblicità progresso, un avviso affisso sul cancello per la disinfestazione del consorzio.
È possibile disinfestare dal dolore: con la macchina che mette in moto i sensi interni, l’anima capace di sentire, di fissare l’orrore del venerdì santo replicato nella vita del coniuge, del figlio, del fantasma che ci passa accanto, con una supplica che è facile ignorare.

4 pensieri su “Il venerdì

  1. Nel mio dolore nulla è in movimento
    Di quello che io stesso sono stato
    Attendo, nessuno verrà
    Né di giorno né di notte né mai più
    I miei occhi si sono separati dai tuoi occhi
    Perdono fiducia perdono la luce
    La mia bocca si è separata dalla tua bocca
    La mia bocca si è separata dal piacere
    E dal senso dell’amore e dal senso della vita
    Le mie mani si sono separate della tue mani
    Le mie mani lasciano sfuggire tutto
    I miei piedi si sono separati dai tuoi piedi
    Non avanzeranno più non ci sono più strade
    Non conosceranno più né il peso né il riposo
    Mi è concesso di veder finire la mia vita
    Con la tua
    La mia vita è in tuo potere
    che ho creduto infinita
    E l’avvenire la mia sola speranza è il mio sepolcro
    Identico al tuo circondato da un mondo indifferente
    Ero così vicino a te che ho freddo vicino agli altri.

    Paul Éluard

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  2. La lezione più importante che l’uomo possa imparare in vita sua non è che nel mondo esiste il dolore, ma che dipende da noi trarne profitto, che ci è consentito trasformarlo in gioia.
    Rabindranath Tagore

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