Elisabetta Perfumo intervista Guido Michelone sul senso della musica


Presentiamo un dialogo inedito fra Elisabetta Perfumo e Guido Michelone, a proposito del nuovo libro di quest’ultimo, dal titolo Voglio trovare un senso, alla ricerca del senso della musica.

 

Professore festeggerà Il Santo Natale con un nuovo libro, con tanto di titolo filosofico?

Sì, in apparenza potrebbe sembrare un interrogativo della filosofia classica o contemporanea, in realtà si tratta di un verso di una canzone di Vasco Rossi che, non a caso, è il musicista raffigurato in copertina.

 

Dunque Vasco, una sua canzone, ancora un libro di musica?

Certamente, ma si tratta di un volume assai particolare, almeno per quanto riguarda il mio tipo di approccio alle sette note. Non è un libro sul jazz né sul rock. Infatti, già leggendo il sottotitolo, si può intuire il contenuto del testo: “Quando la musica emoziona anche a parole”. Esistono delle espressioni, delle frasi, degli scritti che parlano di musica e la fanno sembrare ancora più bella, più importante e più suggestiva.

 

Professore, ci può allora spiegare allora meglio il contenuto di questo ‘trovare un senso’?

Io per primo vorrei trovare un senso alla musica e per così dire l’ho chiesto a 365 diversi musicisti (uno al giorno), dunque per un anno intero, e a 100 scrittori diversi. L’ho chiesto, oppure ho cercato su libri e riviste  le dichiarazioni di questi personaggi: degli aforismi o delle battute che parlassero di musica e che, in certo qual modo, ci facessero capire il fascino, la sensualità, il piacere, il valore o l’emozione della musica stessa.

 

Se non erro, sul senso della musica, si sono interrogati soprattutto i compositori classici: quindi, perché iniziare proprio con Vasco Rossi?

Non è un inizio e nemmeno una fine, ma un duplice tributo da un lato a un amico, dall’altro a una frase. L’amico si chiama Bruno Marzi, è l’autore della foto scattata durante l’ultimo megaconcerto di San Siro: un fotografo e giornalista che da quarant’anni lavora nel pop e nel rock e che forse sta anche lui cercando il senso della musica. Non a caso gli abbiamo dedicato in questi giorni una bella retrospettiva dal titolo “Immagini di musica” al cui interno presenterò il libro.

 

Dunque un duplice tributo, uno al Vasco di Marzi e l’altro?

L’altro a questa frase dalla canzone “Un senso” in cui però egli parla della vita, quasi filosofeggiando sull’esistenza umana: non a caso il testo ha avuto attenzioni persino da parte di alcuni studiosi del pensiero. A me interessava il discorso sul senso: in generale il senso delle cose, nello specifico il senso della musica, che pare qualcosa di inafferrabile.

 

E dopo la sua ricerca, con questo libro, ha trovato il senso della musica?

Spero di sì, anche se il senso della musica non è mai univoco. Basta leggere queste 365 “dichiarazioni” per constatare che ogni artista ha una propria visione della musica e del mondo, e viceversa. L’importante è riflettere, porsi delle domande, cosa che gli ascoltatori, i critici o gli stessi musicisti talvolta non fanno.

 

Come ha scelto i musicisti e gli scrittori da inserire nel libro?

Ho badato soprattutto all’importanza e alla bellezza delle frasi e ho optato per i nomi migliori, a cominciare dai classici, quali Bach, Mozart, Beethoven, per arrivare ai nostri giorni, anche con cantanti leggeri e rock star.

 

Una frase da immortalare fra tutte quelle del libro?

Sono tutte interessanti, a me piace molto quella di Bach che dice “La musica aiuta a non sentire dentro il silenzio che c’è fuori”. Da meditare a lungo.

 

Quando e dove sarà presentato “Voglio trovare un senso”?

Per il momento, facendoci gli auguri natalizi presso la galleria no profit ‘Studio 10’ di Vercelli il 22 e il 23 dicembre, due pomeriggi di parole e improvvisazioni musicale. Poi, dopo l’Epifania, sicuramene a Torino, Milano, Genova e nelle principali città del Nord Italia.

 

Guido Michelone , Voglio trovare un senso. Quando la musica emoziona anche a parole, Undici Edizioni, Crescentino, 2017, pp. 116, € 10,00.

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