Un libro in cartella: La giovane morte di Mario Pietrantoni di Enrica Belli

Uno dei libri che ho regalato a Natale è uscito poco più di due anni fa per Frassinelli: La giovane morte di Mario Pietrantoni di Enrica Belli. Romanzo nato da una curiosità della scrittrice verso la storia del ciclista Ottavio Bottecchia, morto nel 1927 in circostanze misteriose. Questo romanzo non è una biografia del ciclista, ma ne trae ispirazione, dando vita a una vicenda appassionante e profonda.

La storia in breve è questa (non voglio rovinarvi il piacere di leggerla, svelando troppo): c’è un ragazzo morto, un giovane ciclista di successo e due rei confessi spontaneamente si presentano al cospetto del commissario Linguiti e si autoaccusano dell’omicidio.

Sembra un giallo, ne ha tutti gli elementi e le caratteristiche ed è stato definito come tale; ma La giovane morte di Mario Pietrantoni è molto più che un giallo. Circoscrivere un romanzo così equilibrato, “pieno”, perfetto in una etichetta di genere è a mio parere riduttivo.

Gli elementi che Enrica Belli offre su un piatto ricchissimo al lettore sono tanti e tutti ben affrontati e presentati. L’Italia negli anni del Fascismo, la povertà di una terra (l’Abruzzo) che rimane confinata in una realtà diversa rispetto al resto, l’ambizione di un ragazzo nata per gioco e oggetto di invidia, gelosia, crisi, anche da parte dei parenti più prossimi, anche di chi dovrebbe, almeno per ruolo se non per sentimento, amarlo e sostenerlo.

La lettura di questo romanzo si può definire un’esperienza. Si sperimenta il vero talento di una scrittrice al suo esordio, che in genere mi sorprende; è facile che a un esordio manchi qualcosa, se non altro la maturità dello stile, la conoscenza del pubblico, la sicurezza, che tante volte limita nella paura di strafare e compromettersi. L’esordio di Enrica Belli invece è completo, e il suo romanzo curato nei minimi particolari (tutte le parole, le immagini, le metafore sono perfettamente a posto, non una più del necessario); non corre il rischio di rappresentare un “esercizio di stile” fine a se stesso; ha una naturale bellezza che avvolge il lettore con la sua prosa equilibrata e raffinata e lo coinvolge anche al di là della trama.

Trama che peraltro è fittissima e ricca di spunti per conoscere, approfondire, riflettere.

L’autrice si cala in una realtà che solo in parte è sua (ha origini abruzzesi), in un tempo storico difficile, raccontato tanto, troppo, che lei veste con la sua storia, dando ancora un’altra lettura, più quotidiana; come il Fascismo ha influito sulle vite della gente normale, di chi magari ci aveva anche creduto, o sulla formazione di un ragazzo che preferiva il vento nei capelli all’elmetto.

2 pensieri su “Un libro in cartella: La giovane morte di Mario Pietrantoni di Enrica Belli

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