Un centimetro


Il lamento è un confine. Metto dei paletti e dico: fin qui mi sta bene, perché sono io; un centimetro più in là cominciano le falle, i guasti, gli aspetti pesanti, intollerabili, i ritardi, tutto ciò che è passibile di lagnanza e protesta, fino alla minaccia, l’invettiva, la denuncia.
La sfida è andare al di là di quei paletti. Uscire. Approdare alla terra di nessuno in cui non ci sono più certezze, dove si apre il territorio sconfinato del diverso da me, che fatico a decifrare, a riconoscere, ad accogliere.
L’Esodo, forse, è il libro più importante del Primo Testamento, perché rivela l’essenziale: se non vado al di là di me stesso, non arrivo da nessuna parte. Resto a lamentarmi al di qua dei paletti, a un centimetro dalla libertà.

5 pensieri su “Un centimetro

  1. Intanto c’è voluta una generazione per purificarsi e poi c’era una promessa alla quale non sempre davano credito…ma noi…ci crediamo a questa promessa?

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  2. sì, sì, andare al di là dei paletti, la trovo una grande sfida, molto bella, talvolta proprio difficile, perché i paletti li abbiamo messi là noi, in qualche modo i paletti siamo noi . . .

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  3. TRAVERSATA
    Il viaggio piu’ lontano e’.. la calma, li’ tornano tutte le cose, come la fame torna al pane e l’azzurro all’azzurro piu’profondo.
    ( da H.MUJICA )

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