La casa


Tornare a casa: per ognuno è diverso. Qual è la mia casa? Quella di mia madre, dove sbarco il sabato sera con la scorta di noci, uva passa o cioccolato? O il Santuario, con la stanza che è un deposito di libri e oggettini ricevuti in dono e che non ho il coraggio di sfrattare?
Il marito e la moglie tornano trovando, a volte, situazioni peggiori che al lavoro. Gli anziani stanno a casa, se va bene, ma più spesso li spediscono in ospizi come merce scaduta, da smaltire nel modo più indolore.
Per il malato, il carcerato, lo straniero, la casa è un’utopia che appare, a volte, in sogni colorati, da cui si svegliano ancora più confusi.
Tutto questo fa pensare: forse la casa vera è un’altra. Ed è lì che stiamo andando, tutti insieme.

7 pensieri su “La casa

  1. Sì, la vera casa è quella del padre, ma intanto qui, ognuno dovrebbe soddisfare questo bisogno primario, uno spazio dove si sente a proprio agio, sicuro, pregno di affetti ,vicini e lontani…non è utopia realizzare questo desiderio…

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