La poesia e lo spirito

La stanza


Insomma, qual è la vera casa? Abbiamo parlato di residenze alternative, terrestri e celesti, di abitazioni materiali e della casa del Padre, ma il problema può essere visto da un’altra prospettiva. In giro c’è una certa confusione: la gente è spaesata, ha perso i punti fermi, è alla ricerca di un senso che non trova. Le ragioni sono tante: cambi rapidi di paradigmi, l’invasione di tecnologie che assottigliano i confini tra reale e virtuale, una propaganda capillare che manipola le scelte quotidiane. La pressione è evidente, gli stimoli sono sempre più incalzanti: pensiamo al dilagare della pornografia, l’impero dei sensi cui si accede con un clic.
Su questo sfondo, diventa chiaro quale sia la vera casa: la camera in cui possiamo fermarci, restare in silenzio, a quattrocchi col profondo; oppure, se siamo in mezzo agli altri, il nostro cuore, il luogo dove abita chi non potrebbe mai condizionarci, ma solo guarirci e liberarci, la settima stanza di Teresa d’Avila. Lì c’è il Cristo, l’Archetipo del Sé, l’antidoto a ogni genere di alienazione.