La prova


Il male non viene da Dio: su questo siamo – quasi – tutti d’accordo. Dio non può volere che il bene, ma la questione è complessa. Checché ne dica la teologia modernista, il peccato originale è una realtà con cui dobbiamo misurarci. Nell’uomo, nella storia, esiste il male, ma Dio lo utilizza per i suoi obiettivi. Solo in questo senso si può dire che da Lui provenga il male: per ottenerne un bene. Il che significa che dovremmo accogliere le cosiddette prove come permesse dal Creatore.
È poco intelligente la nuova traduzione del “Pater”. Dio ci induce in tentazione, consente la prova, proponendoci di accoglierla come l’ha accolta Lui, quando ha preso la croce. In tal modo ci ha salvati da quel male che non viene propriamente da Lui, ma che Lui usa, come sempre, per un bene maggiore.

8 pensieri su “La prova

  1. La storia della salvezza ci conferma che Dio non è responsabile del male, anzi Lui non tollera il male e fa di tutto per…ma non meravigliamoci che Dio ci provi. La vita ci è data per lottare, non è crescere nella bambagia.
    Solo nella buona battaglia l’uomo sviluppa la sua personalità. Perché lottare è amare, vincere il male è amare, trionfare sulle nostre meschinità è amare. E’ dura…ma se c’è Lui tutto è possibile…

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  2. Quando il male ci tocca si trasfoma in percezione di dolore,nel corpo e nell’anima..Qualche anno fa uno di questi mali e’ arrivato in me…improvviso..a seguito di cio’ ho intrapreso una lunga cura,dolorosa ma necessaria..Alla fine dl primo step di chemio..sei mesi erano trscorsi,e sapevo che non era ancora finita.-.arrivano in sogno i genitori di mio marito,sul balconcino di casa si presentano vestiti a festa,e dopo due saluti la madre gli chiede” Chiara come sta ?” ..Lui spiega ..”proprio ieri ha finito la chemio..adesso dovra’ ancora .. qui mi0.. lmarito s’inalbera.. (abbocca alla discussione..il rapporto tra loro e’ rimasto vivace anche nella dimensione onirica..)..”Ma cosa mi chiedi? vuoi sapere da me, come sta? Sei Tu che devi dirmi come va..come andra’ a finire..Tu da dove vieni sai tutto..” a questo punto il padre rimasto in silenzio,interviene e gli dice con tenerezza “hai conosciuto la dolcezza del Dolore..”…questa frase l’ho meditata a lungo,e’ terribile e tenera allo stesso tempo,il male ci puo’ schiantare..eppure..puo’ diventare dolce..possibile? ..saro’ sincera..a volte si..il dolore diventa dolce….

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  3. MALE
    MALESSERE
    MALATTIA.
    Non riesco ad immaginare un CREATORE
    che dopo l’Opera della Creazione,
    fermatosi ad ammirarla nelle sue bellezze e meraviglie,”complimentandosi con se stesso, e davanti all’uomo usi il superlativo 《tov meod》per esprimerne la perfezione ,si fermi a a riflettere: 《troppo perfetto,infondiamogli nel cuore tutto il male possibile》!!!!
    In ‘genesi’ vediamo come da subito l’uomo crea il male:
    sceglie di ribellarsi,rifiutare,con arroganza,con orgoglio,
    l’ego, ed altre “qualita’ affini”,
    decidere lui stesso di scegliere il proprio destino.
    Da qui nasce per l’uomo tutto ciò che non poteva nascere in quell’ATTO di Amore che è la CREAZIONE.
    E continua ancora oggi l’uomo contemporaneo a procurarsi il male,il malessere, “”fabbricando”” anche tutte quelle malattie che nascono con l’uso improprio del creato stesso!!!
    Allora ecco che scopriamo di poter rivolgerci a COLUI che il male lo ha sofferto,su quella Croce,…certamente non creato.
    Certo che nella fede, in preghiera, possiamo trovare la consolazione per tutto il male che ci siamo “costruiti” attorno,…e dentro!!!

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  4. Leggere le vite dei santi mi ha sempre suscitato una domanda, dato che pur nella loro diversità, tutte le storie sono attraversate da un tema dominante: la sofferenza.
    Ai mistici in particolare, Dio stesso chiede esplicitamente di accogliere prove dolorose di tutti i tipi, così come ai pastorelli di Fatima, e ad altri veggenti.
    Mi sono sempre chiesta: perché questo accento quasi ossessivo sulla sofferenza?
    Poi penso: a suo Figlio ha chiesto la stessa cosa.
    La logica del Vangelo mi appare esattamente il rovescio della nostra: Dio ha scelto la pietra che noi scartiamo, la croce, per vincere il male dentro e fuori di noi.
    Un grande mistero, umanamente incomprensibile. Forse si tratta di accoglierlo non con l’intelletto, ma con il cuore, l’unico capace dello slancio necessario per andare oltre se stessi.

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  5. Certo, attendiamo un bene maggiore.
    Quello che atterrisce e’ che il male resta lì pronto a danneggiare il prossimo malcapitato. Allora forse bisogna non solo attendere che passi da noi ma estirparlo o almeno rendergli la vita molto difficile.

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  6. Dio ha un progetto più grande che nostra mente riesce comprendere.
    Dio guarda oltre, noi siamo concentrati sul nostro “ben esserre”.
    Per questo tante volte soffriamo, ci sentiamo delusi, abbandonati, e puniti non giusto.
    Ma altro nostro dolore c’è Altro

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  7. Però posso dire dalla mia esperienza…
    Quando mio dolore sono riuscita portare con fede e umiltà, da quel momento sento ancora di più la protezione e aiuto da Dio

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