Pater


Preghiamo senza sapere o capire, né sentire. Se ci fermassimo, ad esempio, sulle sette invocazioni contenute nel “Pater”, rimarremmo sorpresi dalle infinite risonanze. Lascio a voi questo esercizio utile, coltivato da Padri della Chiesa e autori spirituali d’ogni genere e grado.
Mi limito a indicare il punto in cui si dice: venga il tuo regno. Innanzitutto si dovrebbe dire: “venga la tua regalità, la tua sovranità”. Poi è chiaro che siamo sullo stesso piano dell’annuncio di Gesù: il regno di Dio è vicino, che andrebbe tradotto – essendo il verbo al perfetto – “la tua regalità si è avvicinata”, dunque è qui; perché hai sconfitto le potenze del male.
E allora, se proprio volessimo cambiare qualcosa di questo testo sacro, e di per sé inviolabile, potrebbe essere il tempo: il regno di Dio è venuto, il cielo è già sceso sulla terra.
Qualcuno se n’è accorto?

2 pensieri su “Pater

  1. Purtroppo non ce ne accorgiamo…pensare di dare del tu a un Dio e dialogare con Lui come un amico è veramente scandalo per i giudei e stoltezza per i pagani…il già e non ancora?…non mi risutlta…e poi pensiamo sempre al nostro orticello….se riceviamo dobbiamo donare, è qui che si misura il regno…ma non vedo …

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