Salmo 50

da qui

Ogni tanto qualcuno mi dice: so che hai fatto questo e quello. Sì, l’ho fatto, come ho detto spesso, ma giova ripeterlo. Non voglio che qualcuno ignori questa parte essenziale del racconto. Tutto ciò che ho scritto, e che continuo a scrivere, è la storia di una conversione, di un ritorno da un paese lontano, in cui avevo dissipato la mia parte di patrimonio paterno. Avete capito: nella parabola, il mio ruolo è il figlio prodigo. Sono stato libertino, mi ha sorpreso la grande carestia, non potevo sfamarmi nemmeno con le ghiande dei sorrisi, delle gioie sincere. Poi una voce mi ha scosso, ricordandomi che nella casa del Padre c’è il pane vero che è Cristo: miserere mei, Domine, secundum magnam misericordia tuam. Ora sono qui, nel centro del mistero, a raccontare che non esiste un peccato così grave da essere più grande dell’amore; a ricordare che, come dice il Salmo, il peccato mi sta sempre dinanzi e, proprio per questo, mi sta dinanzi anche la memoria del perdono.

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