Morto l’inverno


di Giovanna Menegus

Appaiono
al diradarsi della foschia
scorci, frammenti:
bastioni grigioneri di roccia
e neve nuova

subito il bianco intorno
ancora li sottrae

Invisibili

i giganti incombono

ci circondano come visioni
presenze

desideri
inesausti

Attendiamo il riaprirsi del cielo
che tutto fascia, sul finire d’inverno

*

Morto l’inverno
prima che inizi primavera
dall’alto il fiume è verde e pensoso

il greto bianco, grande e remoto come la luna

cespugli rosso rame
spogli e sottili
lo accompagnano

*

Piccoli passiamo i pomeriggi,
i giorni,
a guardare i grandi volti delle montagne

Ne attendiamo il trascolorare nei lunghi tramonti,
e se il rosa infiammi le guance,
le fronti

Dal basso grati bagnandoci
al riverbero
spiovente dalle crode

Per quanto miseri ricchi e ogni volta
anche noi
trasfigurati dal dono

marzo 2018, settembre 2017 – dal Cadore e dal Piave

Immagine: Pierluigi Slis, “L’eco dei preamboli” dalla serie “Terre fragili”, 2016

2 pensieri su “Morto l’inverno

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