Siamo un popolo


Rimproveriamo i capi dei giudei, perché hanno fatto condannare Gesù; rimproveriamo la folla urlante, perché si è fatta trascinare nel rifiuto; rimproveriamo Pilato, per essersene lavate le mani; i soldati, per aver percosso e schernito il Nazareno. Rimproveriamo quelli che lo hanno abbandonato, tradito, facendone ciò che hanno voluto, sebbene il Cristo si fosse dato loro totalmente.
Ma anche oggi si dona, nell’eucaristia, e ne facciamo ciò che vogliamo: negligenti, distratti, indifferenti; pensiamo a tutto, tranne che al suo dono generoso, totale. Siamo un popolo di dura cervice, ora come allora. Ma a qualcuno, Gesù, toccherà il cuore.

Un pensiero su “Siamo un popolo

  1. «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!» Mah! I discepoli l’hanno visto operare, l’hanno ascoltato…eppure…ma quando sulla strada di Emmaus Qualcuno gli spiega come stanno le cose…allora…abbiamo la Parola..la chiesa la trasmette, ma pochi la ricevono…Lui ci precede in Galilea…cioè ognuno ha avuto un’esperienza dove l’abbiamo incontrato…partendo da qui, è passato sulla mia strada, mi ha guardato con misericordia, mi ha chiesto di seguirlo…sì, ho deviato…ma Tu non passar oltre senza fermarti..non una…ma Pasqua ogni giorno…ne abbiamo sempre bisogno..

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