Cantine


Mettere in ordine non è il mio forte. La stanza è piena di libri e oggetti che andrebbero selezionati a intervalli regolari, spolverati, possibilmente non al ritmo di ere geologiche. La signora che una volta a settimana tenta di far fronte alla battaglia, ne esce quasi sempre sconfitta. Un lavoro analogo va fatto per l’anima: togliere le incrostazioni che si accumulano giorno dopo giorno, sciogliere il grasso, grattare via la ruggine. Per questo sono così importanti le indulgenze, che la sapienza della Chiesa Cattolica ha sempre favorito. Oggi, la confusione generale ha travolto pure loro: le anime sono simili a stanze polverose, a cantine in cui non si ha più neanche il coraggio di affacciarsi.

4 pensieri su “Cantine

  1. Siamo nel caos primordiale quando lo spirito aleggiava…Qualcuno ha messo ordine, poi la caduta …quindi la nuova creazione…ma il sospetto regna sempre…spirito dell’uomo, corpo, anima, Spirito Santo, indulgenza, coscienza (vedi quella di Scalfari..) …ognuno ha la sua interpretazione…religio fai da te..l’essenziale è invisibile…solo Lui…Via Verità Vita.. davanti ai suoi occhi ci fa vedere….

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  2. Ma noi col tuo aiuto e soprattutto con l’Amore di Gesù non avremo paura di guardare la nostra cantina! Si può sempre mettere ordine nella nostra anima anche solo per un giorno!

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  3. Tu arrivasti alla mia anima quando era dimenticata:
    le porte divelte, le sedie nel canale,
    le tende cadute, il letto sradicato,
    la tristezza curata come un vaso di fiori.
    Con le tue piccole mani di donna laboriosa
    ponesti tutte le cose in fila:
    lo sguardo al suo posto, al suo posto la rosa,
    al suo posto la vita, al suo posto la stuoia.
    Lavasti le pareti con uno straccio bagnato
    nella tua chiara allegria, nella tua fresca dolcezza,
    collocasti la radio nel luogo appropriato
    e pulisti la stanza di sangue e spazzatura.
    Ordinasti tutti i libri dispersi
    e stendesti il letto nel tuo enorme sguardo,
    accendesti le povere lampade spente
    e lucidasti i pavimenti di legno consumato.
    Fosti d’un tratto enorme, ampia, potente, forte:
    sudasti grandi fatiche lavando arnesi vecchi.
    Apprendesti che nella mia anima d’ avanzo era la morte
    e la tirasti all’ orto con pezzi di specchio.

    Jorge Debravo

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