Un teppista di successo


di Riccardo Ferrazzi

Manzoni si domandava “Fu vera gloria?” e tutti gli studenti quando lo leggono scoppiano a ridere. Se non è stata gloria quella di Napoleone, cosa si deve fare per entrare nella Storia?
Eppure nel 1821 questo dubbio l’avevano in molti. Napoleone aveva fallito, e il suo fallimento sembrava una pietra tombale sulle speranze della Rivoluzione. Tutta colpa della sua megalomania. Era sempre stato un prepotente, un teppista.
La famiglia, la scuola, le donne, avrebbero potuto cambiarlo. Ma non andò così.
“Un teppista di successo”, previsto in uscita per settembre per le edizioni Arkadia, racconta in forma romanzata i primi passi di Napoleone Buonaparte (non ancora Bonaparte), che nasce corso e antifrancese, e a dieci anni viene relegato in un collegio militare dove i compagni lo disprezzano.
Vive in snervante attesa del ritorno di Paoli, che dovrebbe portare la Corsica all’indipendenza. Intanto scoppiano i fermenti della Rivoluzione. Paoli rientra dall’esilio, grazie ai giacobini, ma tiene Napoleone in disparte.
La Francia entra in guerra, Luigi XVI scappa. La paura di una invasione provoca altre “giornate” dei sanculotti, il regicidio, il Terrore, le stragi. Napoleone torna in Corsica da giacobino, va all’assalto de La Maddalena e fa fiasco. Si considera tradito e fa fuoco e fiamme con i giacobini, ma Paoli non vuole saperne di un arruffapopolo compromesso con i francesi. I paolisti gli incendiano la casa e lo costringono a fuggire sul continente.
Tutto è perduto? No: il vento gira. L’assedio di Tolone gli procura la stima del fratello di Robespierre e i galloni da generale. Finalmente al comando di una brigata, Napoleone entra da conquistatore a Oneglia.
Ma il Termidoro gli guasta la festa: Robespierre sale i gradini della ghigliottina e chi è compromesso con i giacobini rischia la testa. Napoleone deve adattarsi a fare il cortigiano e a servire persone che detesta finché una battaglia a cannonate in mezzo a Parigi lo proietta al comando di un’armata. E ci vorrà un matrimonio, non d’amore ma di sesso e convenienza, per fargli spiccare il volo verso l’epopea.
Con questi mezzi il teppista agguanta il successo, e potrà fare a botte col mondo intero.

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