Nell’amore


Per chi preghiamo? Se il Signore è vicino, è il nostro confidente; se davvero è un intimo nostro, se è, come vuol essere, uno di famiglia, che bisogno c’è di chiedere per noi? Ai nostri problemi, ai nostri impegni, ci pensa di sicuro. Molto meglio pregare per gli altri: per i vicini, i lontani, per tutto il regno da ricapitolare in Cristo, come dice san Paolo: se non arrotolo la pergamena intorno al capitulum, alla kefalé, al Primo e l’Ultimo, l’Inizio e la Fine, è poca cosa che a me vada bene: ci salviamo insieme. Come diceva Solov’ev: nell’amore, tutto è collegato.

4 pensieri su “Nell’amore

  1. I fratelli karamazov 4 – la cipollina

    E’ soltanto una favola, ma è una bella favola.
    C’era una volta una donna cattiva cattiva che un giorno morì. E dietro di sé non lasciava nemmeno una buona azione. I diavoli la afferrarono e la lanciarono nel lago di fuoco. Ma l’angelo custode della donna si mette a pensare: che buona azione posso ricordare per dirla a Dio?
    Se ne ricordò una e la riferì al Signore: una volta strappò una cipollina dal suo orticello e la diede a una mendicante.
    Allora Dio gli rispose: prendi anche tu quella stessa cipollina, allungala verso di lei nel lago, fa in modo che lei ci si aggrappi per tirarla fuori: se riesci a tirarla fuori dal lago, che vada pure in paradiso, ma se la cipolla si strappa, che la donna rimanga lì dove è.
    L’agelo corse dalla donna, le allungò la cipollina e le disse: Aggrappati e io ti tirerò fuori.
    E cominciò a tirarla piano piano e l’aveva tirata fuori quasi tutta, quando gli altri peccatori che erano nel lago videro che la stavano tirando fuori e cominciarono tutti a tentare di afferrarla, in modo da essere tratti in salvo anche loro.
    Ma la donna cattiva cattiva cominciò a scalciare: Stanno tirando me e non voi, la cipollina è mia, non vostra.
    Non aveva ancora finito di dirlo che la cipollina si spezzò. La donna ricadde nel lago ed è ancora lì che brucia. E l’angelo scoppiò a piangere e volò via…

    Ma solo per se stessi!
    E Paolo ce lo ricorda sempre;
    sarebbe perseverare nel peccato delle”origini”…

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  2. Ma ad ogni sforzo di riordino le orecchie rimbombano di scoppi, spari, cenere e fumo. Guerrafondai. Disordine ovunque. Neanche i guerrieri blu del deserto proteggono i loro castelli di sabbia e legno che esce qua e là geometrico disegno con punte e angoli. Anche il deserto va rassettato come volevo fare già nel Negev, nel luogo terra del marasma infinito.

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  3. Pingback: Nell’amore — La poesia e lo spirito | alessandrapeluso

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